Era il 10 ottobre del 1969 quando cinque giovani musicisti britannici diedero alle stampe quello che sarebbe poi divenuto un’imprescindibile pietra miliare del genere prog rock: stiamo parlando di In the court of the Crimson King, l’indimenticabile disco d’esordio dei famosissimi King Crimson.

L’ALBUM D’ESORDIO DEI KING CRIMSON

Introdotto dalla magistrale 21st Century schizoid man, il primo album della rock band inglese è riuscito nel corso del tempo ad affermarsi come uno dei prodotti discografici più importanti e influenti della storia della musica contemporanea. Grazie alla genialità e alla maestria dei suoi componenti (tra i quali spiccano senza dubbio l’eclettico chitarrista Robert Fripp, il cantante e bassista Greg Lake, e il polistrumentista Ian McDonald), In the court of the Crimson King ha funto da vero e proprio faro per la creatività delle generazioni successive. Dall’industrial al metal, passando per il grunge e il post rock, sono numerosi infatti i generi musicali debitori di questo capolavoro psichedelico.

IL DOCUMENTARIO SULLA ROCK BAND

A testimoniare l’importanza rappresentata ancora oggi da In the court of the Crimson King, è un documentario omonimo che verrà presentato in anteprima assoluta il 14 marzo durante la prossima edizione dello SXSW Film Festival di Austin, in Texas. Diretto dal regista televisivo Toby Amies, il docufilm ripercorre la storia dei King Crimson concentrandosi principalmente sulle ultime apparizioni della band, in particolar modo sul tour del 2019 concepito per celebrare i cinquant’anni dall’uscita del mitologico album. Nonostante l’entusiasmo per il nuovo film, l’annuncio del suo debutto giunge purtroppo a breve distanza dalla notizia della scomparsa prematura di Ian McDonald, avvenuta lo scorso 9 febbraio a causa di un tumore.

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Valerio Veneruso
Esploratore visivo nato a Napoli nel 1984. Si occupa, sia come artista che come curatore indipendente, dell’impatto delle immagini nella società contemporanea e di tutto ciò che è legato alla sperimentazione audiovideo.
Tra le mostre recenti alle quali ha partecipato: Multipli e Unici (Edicola Radetzky, Milano, a cura di REPLICA, 2019), VI Biennale di Incisione e Grafica Contemporanea (Galleria Civica dei Musei di Bassano del Grappa, 2019), Settima edizione del Premio Francesco Fabbri per le Arti Contemporanee (Villa Brandolini, Pieve di Soligo, a cura di Carlo Sala, 2018). 
Tra le principali esperienze curatoriali: le mostre collettive Le conseguenze dell’errore (TRA Treviso Ricerca Arte, 2019) e L’occhio tagliato (Casa Capra, Schio, 2018), il workshop L’occhio tagliato – il potere della manipolazione dell’immagine nell’era contemporanea (Circolo cinematografico The Last Tycoon, Padova, 2016), il ciclo di incontri TorchioTalks – Dialoghi tra arte grafica e arte contemporanea e la relativa esposizione collettiva TorchioFolks, (atelier Palazzo Carminati della Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, 2015/2016). È inoltre fondatore, insieme a Davide Spillari, del progetto editoriale BANANE FANZINE e co-curatore delle prime due edizioni del festival di arti interattive Toolkit Festival (Venezia, 2011 – 2012).
Collabora con Kabul Magazine e NOT. Attualmente vive tra Torino e il web.