Tra la fine del 2014 e l’inizio del 2015 Tommaso Landucci inizia a girare del materiale per
comprendere se la sua idea di racconto riguardante la storia dell’artista e speleologo Filippo Dobrilla può avere del potenziale cinematografico. Da qui un cortometraggio prima e un film lungo dopo.

LA FIGURA DI FILIPPO DOBRILLA

Quest’ultimo ha il titolo di Caveman, il gigante nascosto, presentato alle Notti veneziane delle Giornate degli autori del Festival di Venezia 2021.
Caveman, il gigante nascosto è il racconto di un artista “anche se non da intendersi come una biografia”, precisa il regista. “È un film che indaga la poetica di questo artista. La mia fascinazione iniziale riguarda la sua opera nella grotta. È questa che mi ha smosso, ma al tempo stesso ho scelto di andare ben oltre la sua epicità”. L’opera d’arte a cui fa riferimento Tommaso Landucci è una scultura imponente che si trova a 640 metri di profondità nei meandri delle Alpi Apuane della Toscana. Qui Filippo Dobrilla ha dato forma a una materia preziosa quale è la roccia, divenuta volto, braccia, corpo di una gigante sagoma umana.
“Filippo Dobrilla è stato un uomo e un artista di grande contradizione. Una contraddizione affasciante”, continua Landucci. “Da un lato egocentrico e narcisista come tutti gli artisti, voleva farsi adorare; dall’altro non si sentiva a suo agio sotto i riflettori e circondato da  gente e quindi ha certo un luogo nascosto”.
Caveman, il gigante nascosto è il ritratto di un uomo speciale, esule da una società che non amava ma con una grande voglia, un grande desiderio di fare arte.
“Vorrei che questo film risultasse al pubblico come un racconto sincero”, conclude il regista. “Non è un biopic e condensare la vita di questo uomo con dei figli, omosessuale, speleologo ma al tempo stesso artista neoclassico, non è stato semplice. Per questo vorrei arrivasse in primis la poetica della sua arte e la semplicità con cui ho scelto di raccontare l’uomo”.

LA TRAMA DEL FILM

Caveman, il gigante nascosto è al cinema da giovedì 24 febbraio 2022 distribuito da
Valmyn Distribution.
Qui la trama ufficiale del film: in una grotta delle Alpi Apuane, 650 metri sottoterra, si trova l’opera d’arte più profonda al mondo. È un colosso di marmo, un gigante nudo addormentato nel cuore della terra, al quale lo scultore Filippo Dobrilla ha continuato a lavorare per più di 30 anni in assoluta solitudine nell’oscurità della caverna. Ma cosa spinge un artista a calarsi in uno degli abissi più profondi d’Europa per realizzare la sua opera più ambiziosa, ma inaccessibile agli occhi degli uomini? È questa la domanda alla quale Caveman cerca una risposta, muovendosi fra le segrete passioni giovanili di Filippo, il suo desiderio di isolamento, la sua idea di un’arte pura, senza compromessi. Immergersi nell’oscurità della grotta significa per lui rifugiarsi in un luogo dove può sentirsi libero, protetto e distante dai pregiudizi e dai condizionamenti della società contemporanea. Ma l’inattesa scoperta di un tumore cambierà la sua vita in modo radicale. Ancora una volta, Filippo si trova a scivolare nell’oscurità, ma questa volta non c’è modo di tornare alla luce.

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Margherita Bordino
Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in giro per il Belpaese tra festival, rassegne cinematografiche o letterarie. Laureata in Letteratura, musica e spettacolo, e Produzione culturale, giornalismo e multimedialità, è giornalista pubblicista e content creator. Coordina il video magazine di Cinecittà, collabora tra gli altri con le Rivista 8 1/2 e Mediterraneo e dintorni, ed è autrice del programma tv Luce Social Club (Sky Arte).