Una sequenza di alberi composti da macchie di colore e tratti scarabocchiati ci introduce
all’interno di una foresta misteriosa. Fra i vari e bizzarri personaggi che popolano il bosco vi è anche un simpatico maghetto che attira le attenzioni di una fata in sella ad un’oca. Comincia così un rocambolesco inseguimento che porterà i due protagonisti a innamorarsi e a diventare un corpo unico in totale armonia con la natura circostante. È questo il soggetto di To the trees, il videoclip che accompagna l’omonimo brano composto dal cantautore e onemanband Matteo Cusinato, in arte Nevada.

DIETRO LE QUINTE DEL VIDEO DI GOGA MASON

A firmare la regia di questo particolarissimo videoclip è Goga Mason, artista e illustratrice
italiana specializzata in animazione. Realizzato esplorando diverse tecniche, tra le quali
spicca la stop motion, il video nasce e si sviluppa seguendo un flusso continuo difficile da
contrastare: un unico fluire che coincide perfettamente con il modus operandi dell’artista
stessa. Trama e personaggi di questo piccolo gioiello animato provengono infatti non solo
dalla vita privata della videomaker – nonché alter ego della protagonista del corto – ma, in
particolar modo, da tutto ciò che le è capitato durante la produzione del video. Si pensi ad
esempio alla figura del volatile ispirato dalla lettura in corso d’opera di un racconto
dedicato alla dea indù Sarasvati (sposa di Brahma, iconograficamente rappresentata a
cavallo di un cigno). Un’opera profonda e leggera proprio come le immagini che la
compongono, dalle chiome degli alberi – realizzate mischiando insieme china e sapone di
Marsiglia – ai singoli personaggi fatti di carta velina.

IL NUOVO ALBUM DI NEVADA

To the trees è il primo singolo estratto dal nuovo album di Nevada. Intitolato Due to the force of Nature, il disco uscirà per l’etichetta indipendente Uglydog Records (di Bassano del Grappa) dapprima in formato digitale il 26 novembre per poi approdare, prossimamente, anche sotto forma di LP. Interamente dedicato alle molteplici energie della natura, l’album contiene nove brani rispettivamente rivolti a elementi ben precisi fra i quali l’acqua, i funghi, le foglie, e le rocce.

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Valerio Veneruso
Esploratore visivo nato a Napoli nel 1984. Si occupa, sia come artista che come curatore indipendente, dell’impatto delle immagini nella società contemporanea e di tutto ciò che è legato alla sperimentazione audiovideo. Tra le mostre recenti: la personale RUBEDODOOM – Per tutti e per nessuno (Metodo Milano, Milano, a cura di Maurizio Bongiovanni, 2020) e le collettive, Existance Resistence (mostra virtuale su Instagram a cura di Giovanna Maroccolo e Patrick Lopez Jaimes, 2022), The Struggle is Real (Green Cube Gallery e Fondazione Spara, a cura di Clusterduck, 2021), Rifting (a cura di Federico Poni e Federica Mirabella per la quinta edizione di The Wrong Biennale, 2021), ISIT.exhi#001 (Spazio In Situ, Roma, a cura di ISIT Magazine, 2021), e Art Layers (progetto espositivo su Instagram curato da Valentina Tanni per il decennale di Artribune). Tra le principali esperienze curatoriali: lo screening video Melting Bo(un)d(ar)ies (Cappella di Santa Maria dei Carcerati, Palazzo Re Enzo, Bologna, 2022), il progetto di newsletter mensile IMMAGINARIA – Un altro mondo (per l’arte è possibile (commissionato dall’Associazione culturale di arte contemporanea TRA – Treviso Ricerca Arte, 2020/2021), le mostre collettive Le conseguenze dell’errore (TRA Treviso Ricerca Arte, 2019), e L’occhio tagliato (Casa Capra, Schio, 2018) e il ciclo di incontri TorchioTalks – Dialoghi tra arte grafica e arte contemporanea e la relativa esposizione collettiva TorchioFolks (atelier Palazzo Carminati della Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, 2015/2016). È inoltre fondatore, insieme a Davide Spillari, del progetto editoriale BANANE FANZINE e co-curatore delle prime due edizioni del festival di arti interattive Toolkit Festival (Venezia, 2011 – 2012).
Ha collaborato con diverse realtà editoriali come Kabul Magazine e NOT. Attualmente vive tra Torino e il web.