“L’architettura è un’interpretazione della vita”, scriveva Gio Ponti, architetto e designer italiano tra i più noti al mondo. La sua vita e carriera è raccontata nel documentario Amare Gio Ponti di Francesca Molteni.

A 130 anni della sua nascita, il film propone un ritratto dell’uomo e dell’architetto, aspirante pittore, promotore ante litteram dell’italian design. Ne spiega i motivi per cui ha rischiato l’oblio e quelli per cui è stato riscoperto, trovando meritati riconoscimenti internazionali.

DAGLI ARCHIVI DI GIO PONTI

Grazie ad un copioso materiale storico scovato nell’Archivio Gio Ponti, tra i suoi eredi e le Teche RAI, Amare Gio Ponti è un documentario che riporta in vita progetti, idee, e pensieri del grande architetto milanese. Preziosa è l’intervista a lui rivolta nello studio di via Dezza, durante la quale è possibile ammirare progetti architettonici e gli arredi da lui personalizzati, da Villa Planchart a Palazzo Montecatini, fino al grattacielo Pirelli a Milano. Ponti non lasciava infatti nulla al caso, curando ogni minimo dettaglio: amava disegnare qualsiasi cosa, dall’edificio in sé ai relativi arredi e finiture, tanto da renderlo un designer oltre che architetto.

I TESTIMONI DEL GRANDE ARCHITETTO

Nel documentario, il primo dedicato al grande maestro, sono presenti le testimonianze dirette dei suoi eredi – i figli Lisa, Letizia e Giulio e i nipoti Salvatore Licitra e Paolo Rosselli – e le interviste a figure chiave come Vittorio Gregotti, Fulvio Irace, Enzo Mari, Giovanna e Maria Grazia Mazzocchi, Alessandro Mendini, Nanda Vigo e Bob Wilson. Il documentario vanta anche un’esclusiva intervista all’editore Benedikt Taschen, grande estimatore e collezionista di Ponti.

Amare Gio Ponti sarà visibile dal 18 al 20 novembre sul sito di Molteni Group.

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AutoreGio Ponti
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