Questo è il nuovo lavoro di Amir RA (Il Cairo, 1987) dal titolo Origines 7053. Il progetto, che torna per il secondo anno consecutivo, è dedicato a ragazzi italiani di seconda generazione, mettendo in luce il loro talento artistico.

Talento e memoria collettiva sono due capisaldi per Amir RA, non solo regista ma anche direttore della fotografia. Qui il concetto di identità diventa esplorazione esplicita delle proprie radici e origini primordiali, un’esplorazione che si traduce nel profondo legame ancestrale dell’uomo con la natura. Questa ricerca avviene attraverso una danza appassionata tra due donne, due danzatrici che insieme, nella natura, si muovono senza mai prevaricare l’una sull’altra. È una danza di sopravvivenza, in cui dedizione, passione e resistenza stimolano e determinano il proprio posto nel mondo.

La base musicale sulla quale si muovono le due protagoniste è stata realizzata dal Music Composer e Sound Designer Dario Lanzellotti (Bangla, Fandango). A fare da sottofondo al video le parole del celebre discorso di Rosa Parks, attivista statunitense che ha cambiato per sempre la storia dei diritti civili. Nello speech, tenuto nel 1985 al City Club di Cleveland, Rosa Parks racconta proprio quell’esperienza che, diversi anni prima, le è costata un arresto. Rosa Parks stava tornando a casa dopo aver lavorato come sarta in un grande magazzino. Faceva molto freddo e la donna, non trovando posti liberi nel settore riservato agli afroamericani, decise di sedersi al primo posto dietro alla fila per i bianchi, nel settore dei posti comuni. Dopo qualche fermata l’autista chiese a Rosa di lasciare libero quel posto. Lei non si scompose e rifiutò di alzarsi con dignitosa fermezza. Per quel gesto è stata arrestata e portata in carcere per condotta impropria. Il 13 novembre 1956, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha dichiarato fuorilegge la segregazione razziale sui mezzi di trasporto pubblici poiché giudicata incostituzionale. Rosa Parks morì a Detroit il 24 ottobre 2005. La foto esposta durante la commemorazione funebre a Montgomery era quella scattata dalla polizia il giorno del suo arresto, da qui il titolo del video “Origines 7053”.

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Margherita Bordino
Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in giro per il Belpaese tra festival e rassegne cinematografiche o letterarie. Laureata in Letteratura, musica e spettacolo, e Produzione culturale, giornalismo e multimedialità. È giornalista pubblicista e lavora come freelance. Collabora tra gli altri con Cinematographe.it, la Rivista 8 1/2, fa parte della redazione del programma tv Splendor e coordina Cinecittà Luce Video Magazine.