Ci sono icone della storia universale di cui conosciamo ben poco, al massimo gli eventi più eclatanti che ne hanno deciso la fama. Un esempio? Prendete Rosa Parks, la donna afroamericana divenuta famosa per aver rifiutato di cedere il posto su un autobus a un bianco negli Stati Uniti. Era il primo dicembre del 1955, e da quel momento in poi il suo gesto rivoluzionario sarebbe stato consegnato alla storia, segnando una delle tappe fondamentali nella battaglia per i diritti civili dei neri.
Ma cosa si nasconde dietro quel celebre “I don’t think I should have to stand up” rivolto dalla Parks all’autista del pulmino che le intimava di alzarsi dal sedile? Da dove parte la vita e il pensiero di questa attivista, la cui militanza politica non si limitò solo all’esemplare “rifiuto” di Montgomery?

UNA VITA DEDICATA ALLA LOTTA PER L’UGUAGLIANZA

A ripercorrere le imprese politiche e sociali di questa paladina dei diritti civili è oggi un nuovo cortometraggio animato dal titolo The Hidden Life of Rosa Parks. Diretto dallo studio californiano Eido, e realizzato in occasione della lezione TED-Ed tenuta dal docente Riché Richardson, il film ripercorre in quasi cinque minuti ciò che avvenne prima e dopo il gesto dell’autobus, un gesto di certo eclatante, ma non l’unico degno di memoria nella vita della protagonista.
Dai primi passi nel movimento anti-segregazione americano negli anni Quaranta al ruolo come segretaria nella National Association for the Advancement of Colored People (NAACP); dalle prime proteste al fianco dei lavoratori di colore sottopagati al susseguente tributo da parte di leader come Martin Luther King e Barack Obama. Una staffetta di eventi biografici e professionali che ebbero come denominatore comune il diritto all’uguaglianza tra gli esseri umani.

– Alex Urso

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Alex Urso
Artista e curatore. Diplomato in Pittura (Accademia di Belle Arti di Brera). Laureato in Lettere Moderne (Università di Macerata, Università di Bologna). Corsi di perfezionamento in Arts and Heritage Management (Università Bocconi) e Arts and Culture Strategy (Università della Pennsylvania). Tra le istituzioni con cui ha collaborato in questi anni: Zacheta - National Gallery of Art di Varsavia, Istituto Italiano di Cultura di Varsavia, Padiglione Polacco - 16. Mostra Internazionale di Architettura Biennale di Venezia, Fondazione Benetton (catalogo “Imagus Mundi”), Adam Mickiewicz Institute. Nel 2017 è stato curatore della “Biennale de La Biche”. Dal 2014 scrive di arte per Artribune. Sempre per Artribune cura “Fantagraphic”, la rubrica di fumetti del sito. Suoi articoli e testi critici sono apparsi su cataloghi e testate di settore nazionali e internazionali.