Osservare il mondo e catalogarlo all’interno di concetti “fissi” è un’infallibile escamotage per codificare la realtà in cui viviamo. A volte non lo vorremmo, sappiamo che è sbagliato (che non si può fare “di tutta l’erba un fascio”), ma pensare che il bianco sia sempre bianco e il nero sempre nero ci aiuta a relazionarci con efficacia con ciò che ci circonda. Insomma, semplificare e classificare ci sottrae alle grinfie del caos, pur consapevoli che il mondo è assai più complesso di una banale contrapposizione di termini. Sì/no. Giusto/sbagliato. Uomo/donna.
A spronarci a pensare in maniera differente, invitandoci a considerare le infinite sfumature che intercorrono fra gli estremi, è oggi il designer e regista giapponese Daihei Shibata, autore di un affascinante video dedicato alla bellezza dell’ambiguità.

IL VIDEO DI DAIHEI SHIBATA

Realizzata per il programma televisivo nipponico Design Ah!, l’opera – dal titolo GRADATIONs – è un tributo al vasto spettro di possibilità che si aprono tra due poli. Protagonisti del video sono una serie di oggetti: matite, lampadine, strumenti domestici e forme geometriche scomposti in fitte sequenze di elementi minori: gradazioni intermedie fra estremi. Il messaggio di fondo appare lampante: la vera ricchezza sta nelle sfumature, e nella nostra abilità a catturare tutte le possibili verità nascoste dietro un semplice “sì” o un semplice “no”.

Alex Urso

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Alex Urso
Artista e curatore. Diplomato in Pittura (Accademia di Belle Arti di Brera). Laureato in Lettere Moderne (Università di Macerata, Università di Bologna). Corsi di perfezionamento in Arts and Heritage Management (Università Bocconi) e Arts and Culture Strategy (Università della Pennsylvania). Tra le istituzioni con cui ha collaborato in questi anni: Zacheta - National Gallery of Art di Varsavia, Istituto Italiano di Cultura di Varsavia, Padiglione Polacco - 16. Mostra Internazionale di Architettura Biennale di Venezia, Fondazione Benetton (catalogo “Imagus Mundi”), Adam Mickiewicz Institute. Nel 2017 è stato curatore della “Biennale de La Biche”. Dal 2014 scrive di arte per Artribune. Sempre per Artribune cura “Fantagraphic”, la rubrica di fumetti del sito. Suoi articoli e testi critici sono apparsi su cataloghi e testate di settore nazionali e internazionali.