Petali che fluttuano nell’aria, blocchi di ghiaccio che si sciolgono e si ricompongono seguendo il ritmo di una danza incessante. E poi ancora neon luminosi trasformati in onde sonore, giochi d’acqua e superfici in alluminio che si deformano a seconda dell’intensità dei rumori a cui vengono sottoposte. Sono solo alcuni degli elementi protagonisti del nuovo cortometraggio dello studio spagnolo Blo Que: un video di appena due minuti realizzato con l’intento di studiare la rappresentazione visiva del suono e del linguaggio umano.

IL VIDEO DI BLO QUE

Presentata come “saggio visivo” sui canali web dello studio, l’opera – dal titolo Dialogo – attinge a piene mani dagli studi teorici di artisti come Charles Amirkhanian, John Cage e Fritz Winckel: musicisti e sperimentatori che hanno “sfidato” i canoni convenzionali dell’ascolto, offrendo nuove prospettive al nostro rapporto con il suono.
Una volta premuto il “play”, a colpire è soprattutto l’interazione fra arti antiche, elementi naturali e meccanica moderna (quest’ultima rappresentata da quattro dispositivi appositamente costruiti, in grado di convertire le vibrazioni della voce umana in impulsi cinetici). Un progetto trasversale, affascinante eppure difficile da incasellare: si tratta di arte, musica o divertissement per smanettoni e amanti delle nuove tecnologie?

– Alex Urso

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Alex Urso
Artista e curatore. Diplomato in Pittura (Accademia di Belle Arti di Brera). Laureato in Lettere Moderne (Università di Macerata, Università di Bologna). Corsi di perfezionamento in Arts and Heritage Management (Università Bocconi) e Arts and Culture Strategy (Università della Pennsylvania). Tra le istituzioni con cui ha collaborato in questi anni: Zacheta - National Gallery of Art di Varsavia, Istituto Italiano di Cultura di Varsavia, Padiglione Polacco - 16. Mostra Internazionale di Architettura Biennale di Venezia, Fondazione Benetton (catalogo “Imagus Mundi”), Adam Mickiewicz Institute. Nel 2017 è stato curatore della “Biennale de La Biche”. Dal 2014 scrive di arte per Artribune. Sempre per Artribune cura “Fantagraphic”, la rubrica di fumetti del sito. Suoi articoli e testi critici sono apparsi su cataloghi e testate di settore nazionali e internazionali.