I musei tornano alla vita. Il messaggio video del Prado

0
3125

Il Prado di Madrid, ancora chiuso, festeggia la riapertura dei musei italiani. Un video breve ma emozionante che esprime tutta la grandiosità dell’arte che avvicina l’Italia e la Spagna

La potenza dell’arte condensata in un video di soli due minuti, trasmesso sul canale YouTube del Prado. Una selezione di immagini di capolavori pittorici – dieci coppie in tutto, più due icone assolute dell’arte occidentale – protagonisti del piccolo ma sentito omaggio che il Museo del Prado ha confezionato per sostenere virtualmente la riapertura dei luoghi della cultura in Italia. Un’iniziativa realizzata in occasione della Giornata internazionale dei musei 2020, che in Spagna, come in molti Paesi del mondo, si è celebrata per la prima volta a porte chiuse.

I MUSEI ITALIANI TORNANO ALLA VITA

Un sottile e raffinato gioco di specchi, una serie di connessioni estetiche e iconografiche scelte con cura per celebrare un “gemellaggio” artistico che ha forti radici nel passato. Basta accostare fra loro, in una sequenza rapida e ben ritmata dalla musica in sottofondo, le immagini di quadri noti e meno noti di El Greco, Beato Angelico e Mantegna, ma anche Tintoretto e Ribera, Tiziano e Caravaggio, Guido Reni e Veronese, per dimostrare che Italia e Spagna non sono accomunate solo dalla drammatica emergenza sanitaria per il Covid-19. Il Museo del Prado e la maggior parte dei musei italiani, grandi e piccoli, hanno in comune la custodia dei capisaldi della pittura occidentale, soprattutto del Rinascimento e Barocco; ma sono legati anche da antichi e saldi vincoli storici e artistici. La solidarietà che il grande museo spagnolo vuole esprimere nei confronti dell’Italia della cultura è condensata nelle poche parole che commentano il video: “i musei italiani riaprono le porte. Tornano oggi alla vita”. Al termine, le immagini in sequenza dell’Ultima Cena di Leonardo da Vinci e di Las Meninas di Velázquez – due icone dell’arte italiana e spagnola – anticipano la breve frase di chiusura, un forte messaggio di speranza: “molto presto la vita tornerà al Museo del Prado”. Un museo, infatti, non vive senza i suoi visitatori.
Per il mondo dell’arte, la chiusura improvvisa ai primi di marzo dei musei e dei luoghi monumentali in Italia ha rappresentato uno choc emotivo, ci ha dato la misura della gravità dell’epidemia”, spiegano dalla direzione del museo, commentando la genesi del video. “I legami del Prado con l’Italia sono infiniti: solo nel 2020 a Madrid erano in calendario due importanti progetti espositivi dedicati all’arte italiana: le passioni mitologiche di Tiziano e i capolavori dei Carracci per la Cappella Herrera. Alla grande mostra su Raffaello alle Scuderie del Quirinale, poi, sono tuttora presenti prestiti provenienti dal Prado. Sono noti infine i legami professionali e affettivi dei nostri direttori, Miguel Falomir e Andrés Úbeda, con l’Italia, l’arte italiana e i tanti professionisti che vi lavorano”.

Prado, la Galleria Centrale - Copyright Museo del Prado
Prado, la Galleria Centrale – Copyright Museo del Prado

IL PRADO PROSSIMO ALLA RIAPERTURA

Negli oltre due mesi di chiusura il Prado, come la maggior parte delle istituzioni culturali, ha sopperito alla visita presenziale offrendo in rete una serie di iniziative di carattere digitale intitolate #PradoContigo: dirette quotidiane su Instagram e Facebook, proposte di intrattenimento carattere pedagogico per famiglie e bambini, ma anche tante registrazioni con approfondimenti di studio. Il sito web del museo ha aumentato del 360% gli accessi, soprattutto per esplorare i capolavori della collezione permanente, oltrepassando i 12,5 milioni di visitatori virtuali dall’inizio della quarantena, con oltre tre milioni di followers tra Twitter, Facebook e Instagram.
Teoricamente saremmo quasi pronti per la riapertura”, fanno sapere dalla direzione del museo, “si tratta solo di applicare all’ingresso al pubblico e ai 400 lavoratori del museo le norme di igiene e di distanziamento sociale stabilite dal governo per rendere sicura la visita. Apriremo forse nel corso delle prime settimane di giugno, visto che per il momento, a Madrid, siamo ancora nella fase zero post-quarantena, in cui neppure i residenti in città possono ancora uscire di casa per visitare un museo”.

Museo del Prado, Madrid, Sala 56B, pittura italiana al Prado. Copyright Museo del Prado
Museo del Prado, Madrid, Sala 56B, pittura italiana al Prado. Copyright Museo del Prado

IL PROGRAMMA FUTURO DEL MUSEO

Niente mostre temporanee per il 2020, invece, almeno fino all’autunno, quando probabilmente aprirà Invitatas, l’attesa rassegna dedicata all’universo artistico femminile che avrebbe dovuto inaugurare il 30 marzo scorso, allestita perlopiù con depositi del museo stesso. In forse, o differiti a data da destinarsi, tutti gli altri progetti espositivi dell’anno, alcuni co-prodotti con altre istituzioni internazionali con le quali si tratta ora di riorganizzare calendari e prestiti.
Ci troviamo in una situazione irreale, in uno scenario di grande incertezza, senza turismo di massa né scolaresche”, concludono dalla direzione del Prado,“si tratterrà di amministrare a lungo la scarsità, sia di pubblico sia di risorse”.

– Federica Lonati

www.museodelprado.es

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Federica Lonati, nata a Milano nel 1967, diploma di Liceo classico a Varese, si è laureata nel 1992 in Lettere Moderne alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Cattolica di Milano con una tesi dedicata all’opera lirica e alla sua riproducibilità audiovisiva (Comunicazioni Sociali). Giornalista professionista dal 1997, dai primi anni Novanta collabora con “La Prealpina”, quotidiano di Varese, scrivendo soprattutto di teatro, opera lirica e musica classica. Dal 1995 è assunta nella redazione di “Lombardia Oggi”, settimanale di attualità, spettacoli e tempo libero, allegato domenicale al quotidiano “La Prealpina”. Redattore ordinario fino all’agosto del 2005, si occupa delle pagine di arte, musica classica e attualità in generale. Dal settembre 2005 vive a Madrid. Dalla Spagna ha scritto articoli per “Libero”, “Qui Touring”,”Il Corriere del Ticino”, “Il Sole 24 Ore” e “Grazia”. Tra il 2008 e il 2011 ha collaborato con “Agrisole”, supplemento settimanale del “Sole 24 ore”, realizzando cronache e reportage dedicati all’economia agricola spagnola.