Lo scorso 11 marzo all’interno di Hudson Yards, il nuovo quartiere di Manhattan situato accanto al parco dell’High Line, è stata inaugurata la più alta terrazza panoramica dell’emisfero occidentale. A 345 metri di altezza dal suolo, l’Edge, questo il nome, regala un nuovo punto di vista per godere a 360° del panorama mozzafiato della Grande Mela.
Dopo un viaggio di 52 secondi in ascensore, per risalire fino al centesimo piano del 30 Hudson Yards, il grattacielo sul quale è “incastonata” la terrazza, i visitatori approdano in questa piazza sospesa di 697 metri quadri che offre la possibilità di ammirare la città dalla Statua della Libertà fino a Central Park e oltre. L’ampio sky desk, progettato da Kohn Pedersen Fox Associates (KPF), grazie a una zona di pavimentazione trasparente permette la sensazionale esperienza di trovarsi come sospesi sopra la città; i vetri di sicurezza che delimitano l’area, studiati con un’audace inclinazione, consentono ai più coraggiosi di sporgersi su Manhattan. Oltre ad offrire una modalità di visita innovativa, questo nuovo polo attrattivo intende contribuire allo sviluppo architettonico della metropoli, modificandone lo skyline e rinnovandone l’identità. Temporaneamente chiusa al pubblico, per effetto delle limitazioni dovute al Coronavirus, in condizioni normali la terrazza Edge è aperta dalle 8 del mattino a mezzanotte al costo di 36 dollari.

– Sara Villani

www.edgenyc.com

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Sara Villani
Architetto. Nasce a Cuneo in un sabato di maggio del 1994 e dopo aver terminato Liceo Classico si trasferisce in Svizzera. Si laurea all’Accademia di Architettura di Mendrisio (AAM) in cui ha la possibilità di frequentare gli atelier di architetti dal valore internazionale. Tra il 2015 e il 2016 stanca della Svizzera scappa per un anno a Lisbona e oltre a lavorare in uno studio di progettazione si innamora della lingua e della cultura del posto. È appassionata dell’architettura e del design del secondo Novecento, ma oltre a questo ama l’arte, il cinema, il buon cibo e leggere libri (meglio se di Saramago).