Latent Being è la nuova installazione di Refik Anadol (1985), presentata a Berlino negli spazi di Kraftwerk e prodotta da LAS Light Art Space. L’artista turco, che già da anni porta avanti un’interessante ricerca sull’estetica delle macchine e in particolare sui software di intelligenza artificiale, ha realizzato una grande opera ambientale in quattro capitoli. I dati che vengono dati in pasto all’algoritmo di machine learning, oltre dieci milioni di immagini, sono collegati alla città di Berlino, alle sue architetture e alla sua memoria visiva e sonora. Anche la presenza degli spettatori però influenza in tempo reale l’evoluzione delle immagini, grazie a un sistema di tracking che monitora i loro movimenti nello spazio generando un tappeto sonoro site-specific

www.lightartspace.org/events/latent-being

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020). Collabora con la redazione di Artribune dalla sua fondazione.