La nuova campagna di Gucci firmata da Harmony Korine

0
3456

È il regista americano Harmony Korine l’autore dell’ultima campagna di Gucci. Con dei video che mettono in scena il trionfo dell’eccesso contemporaneo senza smettere di volgere lo sguardo al passato

La ventata di freschezza che, da quattro anni a questa parte, Alessandro Michele ha portato all’interno di Gucci continua a manifestarsi attraverso collezioni e progetti a dir poco stupefacenti. La sua capacità di unire in maniera armonica ed elegante elementi che sembrano contrastare tra di loro è rintracciabile in tutte le sue intuizioni. Un esempio recente di questo modus operandi lo si è notato anche nell’ultima sfilata, Gucci Cruise 2020, organizzata nella maestosa e solenne sede dei Musei Capitolini di Roma. Il taglio avanguardistico che contraddistingue i capi presentati ben si sposa, infatti, sia con il fermento socioculturale degli anni Settanta – decade alla quale Michele si è fortemente ispirato – che con lo sfarzo della Roma antica, in una lucida volontà di riflettere l’atavica necessità dell’uomo di modificare costantemente i propri codici estetici.

TRA CLASSICISMO E DECADENZA

Ma come fare per poter esprimere concetti simili mantenendo lo stesso approccio stridente e provocatorio anche per le campagne pubblicitarie? Semplice, delegando il tutto a chi ha costruito un’intera carriera sul paradosso e lo sconcerto: Harmony Korine (1973). La collaborazione tra Michele e il dissacrante regista statunitense risale al dicembre del 2018, quando vennero scelte Pompei ed Ercolano come location per la campagna Gucci Pre-Fall 2019, che assumerà poi anche la forma di un libro in edizione limitata. I riferimenti a un certo classicismo, e al declino della società contemporanea, rappresentano il fil rouge che attraversa gli ultimi due video girati da Korine per la maison italiana. Se nel primo, reso pubblico lo scorso maggio per promuovere la campagna Gucci Men’s Tailoring, è possibile vedere un malinconico Harry Styles (celebre ex membro dei One Direction, nonché attivista e attore in Dunkirk di Christopher Nolan) aggirarsi, tra cigni e maiali in uno spazio bucolico popolato da riproduzioni di statue greco-romane, il nuovo spot spicca per la sua estetica completamente diversa.

UN EDONISMO MALINCONICO

Le atmosfere nostalgiche e rarefatte in stile VHS, molto vicine a lavori come Gummo o Trash Humpers, vengono qui totalmente rimpiazzate da colori vivaci ed elementi pop, riscontrabili anche nei più maturi Spring Breakers e The Beach Bum (uscito negli Stati Uniti a marzo di quest’anno). #ComeAsYouAre_RSVP, questo il titolo dell’ultima campagna, si apre infatti con una inquadratura della Villa La Furibonda, di proprietà della contessa Marisela Federici; le note del brano Chase, composto da Giorgio Moroder nel 1978, aprono le danze per una festa animata da volti noti del jet set nostrano e internazionale tra i quali spiccano l’artista Angelo Bucarelli, l’attrice newyorkese Siena Miller, il trapper americano Gucci Mane e un Iggy Pop costantemente a petto nudo alla veneranda età di settantadue anni.
Alessandro Michele e Harmony Korine restituiscono così una sorta di piccola grande bellezza, fatta di opulenza e spensieratezza, che immerge i suoi protagonisti in una bolla di edonismo sfrenato avulso da qualsiasi contatto con il mondo esterno: una fuga dalla realtà all’insegna di risate e capricci colmi di un certo fascino decadente.

– Valerio Veneruso

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Valerio Veneruso
Esploratore visivo nato a Napoli nel 1984. Si occupa, sia come artista che come curatore indipendente, dell’impatto delle immagini nella società contemporanea e di tutto ciò che è legato alla sperimentazione audiovideo.
Tra le mostre recenti alle quali ha partecipato: Multipli e Unici (Edicola Radetzky, Milano, a cura di REPLICA, 2019), VI Biennale di Incisione e Grafica Contemporanea (Galleria Civica dei Musei di Bassano del Grappa, 2019), Settima edizione del Premio Francesco Fabbri per le Arti Contemporanee (Villa Brandolini, Pieve di Soligo, a cura di Carlo Sala, 2018). 
Tra le principali esperienze curatoriali: le mostre collettive Le conseguenze dell’errore (TRA Treviso Ricerca Arte, 2019) e L’occhio tagliato (Casa Capra, Schio, 2018), il workshop L’occhio tagliato – il potere della manipolazione dell’immagine nell’era contemporanea (Circolo cinematografico The Last Tycoon, Padova, 2016), il ciclo di incontri TorchioTalks – Dialoghi tra arte grafica e arte contemporanea e la relativa esposizione collettiva TorchioFolks, (atelier Palazzo Carminati della Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, 2015/2016). È inoltre fondatore, insieme a Davide Spillari, del progetto editoriale BANANE FANZINE e co-curatore delle prime due edizioni del festival di arti interattive Toolkit Festival (Venezia, 2011 – 2012).
Collabora con Kabul Magazine e NOT. Attualmente vive tra Torino e il web.