La trama è semplice, ma efficace: su un’isola remota, un gruppo di gatti è alle prese con un mistero da risolvere. Tutti gli umani sono scomparsi da un giorno all’altro, e il compito dei nove felini è quello di scoprire dove sono finiti e qual è la ragione della loro dipartita. Il punto di vista del giocatore, quindi, corrisponde a quello dei gatti, in un divertente rovesciamento di ruoli rispetto alla consuetudine. Il gioco presenta una struttura aperta e permette di scegliere, alla fine, tra diversi sviluppi della storia, inclusa la decisione di smettere di cercare gli umani perché forse “non vale la pena di riportarli indietro”.
Peace Island è un progetto ideato da Eric Blumrich e seguito da un piccolo gruppo di sviluppatori che comprende personalità con curriculum di tutto rispetto (hanno lavorato a titoli famosi come Prune e soprattutto Grand Theft Auto V). Il gioco, che è ancora in fase di realizzazione e per cui sono state attivate campagne di crowdfunding sia su Kickstarter che su Patreon, sarà disponibile per PC, Mac e Oculus VR.

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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016, Lubiana 2017). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Attualmente insegna Digital Art al Politecnico di Milano. Dal 2011 collabora con Artribune.