Divenuta popolare con il telefilm Disney Hannah Montana e fattasi notare in seguito per l’atteggiamento creativo e irriverente, la giovane attrice e cantante statunitense Miley Cyrus (Nashville, USA, 1992) torna sulle scene con un videoclip che, ancora una volta, non lascia indifferenti. Mother’s Daughter, questo il titolo del singolo che lancia il suo ultimo EP (SHE IS COMING, RCA Records), continua a mettere in risalto l’indole provocatoria della cantante facendo però luce anche sull’animo attivista che da diversi anni la tiene impegnata nella difesa dei diritti delle comunità LGBTQ. Diretto da Alexandre Moors (già collaboratore di musicisti come Beyoncé, Kanye West e Kandrick Lamar) il video celebra la forza della donna in tutte le sue sfaccettature, accogliendo diversità e inconsueti canoni estetici. Sorretta da frasi/slogan che fanno esplicito riferimento al movimento FEMEN (“Every woman is a riot” o “My body my rules”) Miley Cyrus si presenta con una tuta in latex rosso fuoco pronta ad affermare non solo la propria femminilità, ma anche quella di tanti individui che, quotidianamente, devono interfacciarsi con una società vincolante e maschilista. A dividere infatti il set con la Cyrus troviamo tutta una serie di personaggi celebri soprattutto per la propria straordinarietà (sia fisica che di carattere): dall’attrice Angelina Duplisea (qui ritratta con una postura e degli orpelli che ricordano tanto i dipinti di Ingres quanto le fotografie grottesche di Joel-Peter Witkin), alla modella disabile e transgender Aaron Philip, passando per la giovanissima filantropa Mari Copeny (2007) e la prominente ballerina di burlesque Amazon Ashley.
Chiude il videoclip la figura barocca della madre della stessa Miley, Tish Cyrus, che, seduta su un divano accanto alla propria figlia, rende ancora più forte il concetto espresso nel brano.

– Valerio Veneruso

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Valerio Veneruso
Esploratore visivo nato a Napoli nel 1984. Si occupa, sia come artista che come curatore indipendente, dell’impatto delle immagini nella società contemporanea e di tutto ciò che è legato alla sperimentazione audiovideo.
Tra le mostre recenti alle quali ha partecipato: Multipli e Unici (Edicola Radetzky, Milano, a cura di REPLICA, 2019), VI Biennale di Incisione e Grafica Contemporanea (Galleria Civica dei Musei di Bassano del Grappa, 2019), Settima edizione del Premio Francesco Fabbri per le Arti Contemporanee (Villa Brandolini, Pieve di Soligo, a cura di Carlo Sala, 2018). 
Tra le principali esperienze curatoriali: le mostre collettive Le conseguenze dell’errore (TRA Treviso Ricerca Arte, 2019) e L’occhio tagliato (Casa Capra, Schio, 2018), il workshop L’occhio tagliato – il potere della manipolazione dell’immagine nell’era contemporanea (Circolo cinematografico The Last Tycoon, Padova, 2016), il ciclo di incontri TorchioTalks – Dialoghi tra arte grafica e arte contemporanea e la relativa esposizione collettiva TorchioFolks, (atelier Palazzo Carminati della Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, 2015/2016). È inoltre fondatore, insieme a Davide Spillari, del progetto editoriale BANANE FANZINE e co-curatore delle prime due edizioni del festival di arti interattive Toolkit Festival (Venezia, 2011 – 2012).
Collabora con Kabul Magazine e NOT. Attualmente vive tra Torino e il web.