Si è svolta lo scorso 4 giugno a Jerevan, capitale dell’Armenia, la performance di videomapping Orbis, realizzata dall’artista italiano Daniele Spanò (Roma, 1979). Curato da Isabella Indolfi, promosso dall’Ambasciata d’Italia in Armenia e supportato dal The Cafesjian Center for the Arts, l’evento ha richiamato migliaia di persone, che hanno assistito a una poetica rielaborazione delle forme di uno dei monumenti simbolo della città. La Cascata spicca su Jerevan con la sua enorme scalinata di pietra calcarea, la cui costruzione è iniziata durante la Repubblica Socialista Sovietica e si è conclusa nel 2009 ad opera di Gerard Cafesjian, il quale ne fece la sede del The Cafesjian Center for the Arts, cuore pulsante dell’arte contemporanea in Armenia, con una collezione tra le più importanti al mondo.
L’opera di Spanò ha esplorato uno degli angoli più suggestivi dell’immenso monumento, e giocando con l’architettura modernista e razionale, unita ai tipici disegni delle decorazioni armene, ha dato vita a eccentrici giochi geometrici. Il cerchio, protagonista di quest’opera, è in effetti una figura che si ripete in maniera quasi ossessiva nella città di Jerevan, dalle decorazioni sui palazzi in stile sovietico, alla mappa stessa della città, il cui centro storico è racchiuso, appunto, in un cerchio. Nell’opera dell’artista romano, disegni e suoni si susseguono in un ritmo infinito, cadenzato dalla musica originale di Franz Rosati, autore conosciuto sulla scena contemporanea per le sue sonorità elettroniche e visionarie.

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AutoreDaniele Spanò
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