L’ispirazione per questa installazione viene da un meme molto popolare su Facebook. Si tratta di un’immagine di Sylvester Stallone che, nei panni di Rambo, spara nel bosco con una mitragliatrice. Al posto dei proiettili, ci sono montagne di pollicioni banchi e blu, inconfondibili icone dell’apprezzamento social, che trasformano l’intera immagine nella scherzosa rappresentazione di un like espresso in maniera enfatica ed esagerata. Nella versione di Tadas Maksimovas, però, l’arma diventa una specie di enorme fionda e le munizioni sono costituite da solidi dischetti in legno che riproducono tutte le possibili reaction disponibili sotto ai post di Facebook: like, cuoricini, risate, facce arrabbiate, tristi e sorprese, A beccarsi i colpi in faccia, più di 200, c’è l’artista stesso, significativamente vestito come Mark Zuckerberg nella sua udienza davanti al Congresso americano…

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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016, Lubiana 2017). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Attualmente insegna Digital Art al Politecnico di Milano. Dal 2011 collabora con Artribune.