Sono trascorsi quattro anni da quando Karine Dana, giornalista con formazione in architettura, ha realizzato il film Imaginaires de transformation. In questi giorni l’opera è tornata di attualità perché ricostruisce il percorso di riqualificazione dell’edificio con cui gli studi di architettura Lacaton & Vassal architectes, Frédéric Druot Architecture e Christophe Hutin Architecture si sono aggiudicati lo European Union Prize for Contemporary Architecture – Mies van der Rohe Award 2019. In continuità con quanto avvenuto nel 2017, quando il più importante premio di architettura su scala europea era stato conferito a DeFlat Kleiburg di Amsterdam, anche quest’anno la giuria ha voluto porre l’accento sul tema del recupero del patrimonio edilizio esistente.
Compreso nel più vasto piano di risanamento della Cité du Grand Parc di Bordeaux, il progetto era finalizzato alla trasformazione di 530 alloggi, compresi in tre immobili risalenti agli anni Sessanta. Nel documentario, Anne Lacaton, Jean-Philippe Vassal e Frederic Druot ricostruiscono la loro strategia di intervento, la stessa per la giuria del premio risulta essere “basata sull’ottimismo e sulla modernità, piena di generosità”.
Tra le soluzioni adottate, di particolare interesse si è rivelato l’inserimento di una grigia modulare sulla facciata dei volumi esistenti: una modalità che consente ai proprietari, ai quali non è stato chiesto di lasciare gli appartamenti durante i lavori, di disporre una superficie aggiuntiva, destinata a diversi usi. I progettisti, selezionati in una rosa di cinque finalisti, riceveranno il premio il prossimo 7 maggio a Barcellona nel Padiglione Mies Van Der Rohe, iconica architettura che proprio quest’anno festeggia il suo novantesimo anniversario.

– Valentina Silvestrini

https://eumiesaward.com

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Valentina Silvestrini
Dal 2016 coordina la sezione architettura di Artribune, piattaforma per la quale scrive da giugno 2012, occupandosi anche della scena culturale fiorentina. Ha studiato architettura all’Università La Sapienza di Roma, città in cui ha conseguito l'abilitazione professionale. Ha intrapreso il percorso professionale in parallelo con gli studi, occupandosi di allestimenti museali, fieristici ed eventi presso studi di architettura e all’ICE - Istituto nazionale per il Commercio Estero fino al 2011. Successivamente ha frequentato il "Corso di alta formazione e specializzazione in museografia" della Scuola Normale Superiore di Pisa e ha curato gli eventi e la comunicazione della FUA - Fondazione Umbra per l’Architettura, a Perugia. I suoi articoli sono stati pubblicati anche su Abitare, abitare.it, domusweb.it, Living, Klat, Icon Design, Grazia Casa, Cosebelle Magazine e Sky Arte. Oltre all'architettura, ama i viaggi e ha una predilezione per l'Asia e il Medio Oriente.