Lo studio NL architects vince l’EU Mies van der Rohe Prize 2017

Svolta nel riconoscimento biennale che premia la qualità della produzione architettonica in Europa: per la prima volta vince l’intervento di rinnovamento di un complesso esistente.

NL architects vince l’EU Mies van der Rohe Prize
NL architects vince l’EU Mies van der Rohe Prize

Non il miglior edificio realizzato ex novo sul suolo europeo, ma un’operazione concettuale – di recupero e ricucitura con il passato – che ha dato modo alla giuria di porre risalto alla qualità e all’importanza dei programmi di edilizia collettiva. Per la prima volta, il l’EU Mies van der Rohe Prize è stato assegnato al rinnovamento di un edificio già esistente. Quest’anno, infatti, ad aggiudicarsi l’ambito riconoscimento è il DeFlat Kleiburg, un progetto realizzato ad Amsterdam dagli studi NL architects – già vincitore della menzione speciale per architetti emergenti nel 2005 grazie al progetto BasketBar realizzato a Utrecht – e XVW architectuur. Un intervento trasversale che ha la forza di proporre il rinnovamento, in chiave del tutto inedita, di uno dei più grandi complessi di appartamenti dei Paesi Bassi, denominato “Kleiburg”. Una stecca residenziale a nido d’ape da 500 appartamenti – situata a Bijlmermeer, quartiere voluto dal CIAM – piuttosto imponente nella sua massività. Il consorzio DeFlat ha salvato l’edificio dalla demolizione, trasformandolo in un “Klusflat”, ossia in un complesso in cui sono gli stessi proprietari a rinnovare i propri alloggi.

UN PROCESSO “ORDINARIO MA AL CONTEMPO EROICO”

La vicenda di questa ristrutturazione illustra come le persone possano essere una fonte importante per l’architettura: interventi non solo di tipo “cosmetico” ma funzionale, hanno svelato l’approccio dei progettisti, un tributo all’opera originale che conserva, rendendole contemporanee, le sue caratteristiche. Alla stecca sono stati infatti aggiunti ascensori, sistemi di illuminazione, aree di stoccaggio, spazi comuni, mantenendo intatto il sapore brutalista del manufatto. La giuria, presieduta da Stephen Bates, ha apprezzato che si sia trattato di un lavoro collettivo, nel quale sono stati coinvolti numerosi attori, definendolo “ordinario ma al contempo eroico” […]. “Kleiburg – ha sottolineato la giuria- ci aiuta a immaginare un nuovo tipo di progetto architettonico, quale risposta ai modelli di alloggi e stili di vita in continuo cambiamento del XXI secolo. In questa ricerca il recupero di tipologie del passato è importante tanto quanto la sperimentazione di nuovi modelli assolutamente inediti e la trasformazione radicale del costruito.”

“ACCURATEZZA E METICOLOSITA’” PREMIANO GLI EMERGENTI

A conquistare la menzione speciale come architetti emergenti, inoltre, sono stati progettisti belgi di MSA/V+, autori di NAVEZ – 5 case popolari, all’ingresso nord di Bruxelles. Questo progetto edilizio, in linea con le esigenze espresse dalle autorità locali, ha risposto al programma di recupero urbano con un edificio emblematico posto all’ingresso della città, dotato di “appartamenti ideali per famiglie numerose”. “La giuria” – riporta la motivazione – “ha apprezzato in particolare l’alta qualità degli appartamenti che, oltre a essere unici, sono tutti provvisti di luce naturale da qualsiasi orientamento, spazi all’aperto, impressionanti viste ed esperienze spaziali dinamiche sia nelle aree comuni che in quelle private. Inoltre, ha riconosciuto l’accuratezza e la meticolosità con cui gli architetti si sono sforzati di integrare l’edificio nel quartiere, creando come richiesto un’opera emblematica.” La cerimonia di premiazione si terrà il 26 maggio a Barcellona, nel padiglione Mies van der Rohe.

– Giulia Mura

http://miesarch.com/

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Giulia Mura
Architetto specializzato in museografia ed allestimenti, classe 1983, da anni collabora con il critico Luigi Prestinenza Puglisi presso il laboratorio creativo PresS/Tfactory_AIAC (Associazione Italiana di Architettura e Critica) e la galleria romana Interno14. Assistente universitaria, curatrice e consulente museografica, con una forte propensione all'editoria e allo sviluppo di eventi e progetti culturali, per il magazine PresS/T letter e per il format Archilive ha curato una rubrica sui libri d'architettura. È stata caporedattrice per la rivista araba Compasses e da anni collabora come freelance per testate italiane e straniere; con continuità è presente nella versione online e onpaper di Artribune. È co-founder di Superficial, studio creativo di base a Roma che si occupa di ricerca e sviluppo di progetti incentrati su: comunicazione, immagine, architettura, design, cultura, eventi, branding.