17 artisti internazionali raccontano il proprio “Faustian Factor”, una tensione interiore che li spinge a fare della straordinarietà una filosofia di vita. Sono i protagonisti del libro di Raffaele Quattrone che verrà presentato a Bologna, presso il Cinema Odeon, dal 1 al 3 febbraio, insieme al documentario omonimo, diretto da Piero Passaro e prodotto da Theater 7/2 Productions. Abbiamo fatto due chiacchiere con Quattrone.

La tua formazione è di natura sociologica. Ricordo che nel tuo libro In itinere (2014), per quanto riguarda l’artista, ne sottolineavi il ruolo responsabilizzante. Come si coniuga quella “missione” con la connotazione faustiana che individui nel progetto NewFaustianWorld?
Quella componente è presente anche in NewFaustianWorld, anche se qui prende un’altra forma. In un mondo che non sempre premia la qualità e il merito, ma anzi dove tutto sembra facilmente raggiungibile senza studio, dedizione e impegno, volevo riportare l’attenzione proprio sulla qualità. Quella qualità che si ottiene quando ti impegni con tutte le tue forze a migliorarti ogni giorno di più, ignorando chi riesce a ottenere più occasioni o visibilità perché dotato di un maggiore capitale economico o sociale. Credo sia fondamentale comunicare ai giovani che nella vita bisogna impegnarsi per raggiungere i propri obiettivi, anche quando sembra tutto già scritto. NewFaustianWorld ci invita a riflettere su noi stessi, sulle nostre capacità, a non accontentarci di essere ordinari, comuni, banali ma “a fare della straordinarietà la nostra filosofia di vita”.

NewFaustianWorld - Philip Taaffe portrait. Courtesy the artist and Luhring Augustine, New York
NewFaustianWorld – Philip Taaffe portrait. Courtesy the artist and Luhring Augustine, New York

In NewFaustianWorld hai coinvolto 17 pittori contemporanei. Perché proprio pittori e non “genericamente” artisti?
In realtà è un’analisi che può applicarsi a tante pratiche artistiche e nulla ci vieta in futuro di svilupparlo nel mondo della scultura per esempio o della fotografia o del video. Mi sono concentrato in particolare sulla pittura, così declassata, sminuita, marginalizzata nell’ultimo secolo a favore di altre pratiche artistiche maggiormente rappresentative della contemporaneità. Ho coinvolto alcuni artisti internazionali che non si sono rassegnati a un mondo che non sempre premia la qualità, impegnandosi a trasformare il loro iniziale virtuosismo in un cavallo di battaglia, a fare delle proprie potenzialità un tratto distintivo e vincente. I miei 17 compagni di viaggio (Glenn Brown, Maurizio Cannavacciuolo, Andrea Chiesi, Tiffany Chung, Nijdeka Akunyili Crosby, Alberto Di Fabio, Kepa Garraza, NS Harsha, Songsong Li, Alessandro Moreschini, Mauro Pipani, Imran Qureshi, Terry Rodgers, Raqib Shaw, Philip Taaffe, Josep Tornero e Jan Worst) hanno quello che ho definito il Faustian Factor: una forte e riconoscibile identità artistica e un esasperato virtuosismo che permette loro di rivaleggiare con le infinite possibilità del computer, con la precisione della resa fotografica, con il video, la performance. Dunque, sì potevo raccontare il NewFaustianWorld utilizzando il termine generico “artista”, ma ho voluto utilizzare il termine pittore per dimostrare come quella tendenza sia viva e straordinaria anche in un mondo (la pittura) dove molti curatori hanno paura ad avventurarsi.

Il progetto è piuttosto atipico innanzitutto perché non è una mostra da cui si originano un libro e un film. Semmai è andata al contrario. Per quale ragione hai fatto questa scelta?
Il progetto nasce a dicembre del 2016, quando mi convinco che NewFaustianWorld sarebbe stato il mio prossimo libro. Quindi l’idea iniziale è stata quella di raccogliere in un libro le ricerche che da anni conducevo sull’uomo contemporaneo e sulla sua capacità di fare del superamento dei limiti la propria filosofia di vita. Una predisposizione che ha le sue radici nelle grandi scoperte geografiche, con le quali superiamo i limiti del mondo conosciuto, e nella rivoluzione scientifica, con la quale superiamo una visione magica o religiosa del mondo. Un percorso però che arriva fino ai giorni nostri: pensiamo a internet, alla realtà virtuale, alla globalizzazione, alla multiculturalità. Trovo in 24 ORE Cultura il partner ideale per questa pubblicazione e invece che esaurirsi tutto nella pubblicazione del libro, con l’edizione dello stesso ha inizio tutto. Avevo preso in considerazione la possibilità di fare una mostra, ma il capitale economico e sociale a mia disposizione non era sufficiente per realizzare quel progetto. Quando incontro Piero Passaro (il regista del documentario) gli commissiono un breve video, poco più lungo di un book trailer, da poter utilizzare nelle presentazioni del libro. Piero in realtà si appassiona molto al progetto e decide di realizzare un vero e proprio documentario. E altri lo seguono in questa impresa: per esempio lo stilista Simone Racioppo realizza i costumi che indosso nel film, Gabriele Schiavi compone quella che sarà la colonna sonora, Marcella Russo e Letizia Paiato di RPPress si occupano della comunicazione. A novembre 2018, quindi, siamo pronti e presentiamo libro e film a Roma, nella meravigliosa cornice della Real Academia de Espana. In quella occasione Mauro Pipani mi presenta Matteo Sormani, direttore di Augeo Art Space, che mi propone di organizzare nella sua galleria una mostra ispirata proprio a NewFaustianWorld. Dunque per rispondere alla tua domanda: NFW poteva svilupparsi fin da subito come progetto ambizioso comprendente libro, film e mostra ma non c’erano le condizioni oggettive per poterlo fare. Sono contento che abbia appassionato tanta gente e che quel processo invece di svilupparsi come un fuoco impetuoso che esaurisce subito tutta la sua forza, sia partito dal basso, da persone che piano piano hanno conosciuto il progetto, lo hanno trovato interessante, si sono appassionate allo stesso ed hanno deciso di sostenerlo.

Che presenza avrà il progetto durante la settimana dell’arte bolognese?NewFaustianWorld fa parte di Art City Cinema, per cui il primo febbraio alle 18,30 presso il Cinema Odeon presenteremo il progetto e la sua evoluzione, da quando nacque come idea nel dicembre 2016 fino a oggi. Ci sarò io, alcuni artisti partecipanti al progetto come Alessandro Moreschini e Alberto Di Fabio, il regista del documentario Piero Passaro, Claudia Belardimarketing manager di Rancé 1795 e tanti tanti amici che vorranno condividere con noi questo importante momento. Ovviamente a seguire sarà proiettato il documentario. Sabato 2 e domenica 3 ci sarà solo la proiezione del documentario. L’ingresso nei tre giorni è sempre gratuito.

Prevedi ulteriori sviluppi per NewFaustianWorld?
Il 19 di gennaio abbiamo inaugurato la mostra NewFaustianWorld presso gli spazi di Augeo Art Space a Rimini. Mostra che resteraperta fino al 23 Febbraio. Ovviamente non poniamo limiti alla provvidenza e speriamo che ne seguano altre. A Marzo torneremo a Città del Capo in Sud Africa dove il documentario parteciperà al Milkbusch Short Film Festival. Ad aprile invece saremo in Spagna dove stiamo organizzando alcune presentazioni e proiezioni: per esempio saremo a Barcellona presso Espronceda Center for Art & Culture per un evento creato in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Barcellona. E poi ancora in Italia in diversi musei e gallerie. Procediamo con calma, umiltà e determinazione affinché quel fuoco, che citavo prima nell’esempio, sia sempre vivo e desti ancora curiosità ed interesse.

– Marco Enrico Giacomelli

www.newfaustianworld.com

 

Evento correlato
Nome eventoNewFaustianWorld
Vernissage01/02/2019 ore 18,30
Duratadal 01/02/2019 al 03/02/2019
AutoreRaffaele Quattrone
Generecinema
Spazio espositivoCINEMA ODEON
IndirizzoVia Mascarella, 3 - Bologna - Emilia-Romagna
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Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014), "Un regard sur l’art contemporain italien du XXIe siècle" (Paris 2016, con Arianna Testino). In qualità di traduttore, ha pubblicato testi di Augé, Bourriaud, Deleuze, Groys e Revel. Nel 2014 ha curato la mostra (al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano) e il libro (edito da Marsilio) "Achille Compagnoni. Oltre il K2". Nel 2018 ha curato la X edizione della Via del Sale in dieci paesi dell'Alta Langa e della Val Bormida. Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV e Ca' Foscari di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Redige (insieme a Massimiliano Tonelli) la sezione dedicata all'arte contemporanea del rapporto annuale "Io sono cultura" prodotto dalla Fondazione Symbola. Insegna Critical Writing alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.