Il cielo è un paesaggio pieno di storia e ricco di riferimenti culturali”, spiega Trevor Paglen (1974) in questa intervista rilasciata ai microfoni della web tv del Louisiana Museum di Copenhagen. Oggetto della conversazione è il suo progetto The Other Night Sky, una serie fotografica che si prefigge di immortalare il cielo notturno, con tutti gli elementi che ci sono ma non sono normalmente visti o visibili. In particolare, l’artista americano – che sta anche per lanciare una scultura in orbita – punta la sua attenzione su satelliti segreti, oggetti non identificati e rifiuti lasciati a vagare nello spazio. Per riuscire a realizzare questi scatti, Paglen utilizza i dati raccolti da una comunità di astronomi amatoriali, che da molti anni ormai porta avanti un lavoro di osservazione non ufficiale volto a individuare oggetti segreti o dimenticati che abitano lo spazio attorno alla Terra.
Il progetto, nonostante l’aura romantica che un tema come il cielo porta inevitabilmente con sé, ha delle profonde implicazioni politiche. La ricerca che ha portato ai viaggi nello spazio, infatti, come spiega l’artista in questo video, “nasce dall’esigenza di inviare missili nucleari dall’altra parte del pianeta”, e tutto il settore dell’areonautica spaziale si intreccia con le vicende belliche, passate e presenti.

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AutoreTrevor Paglen
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Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020). Collabora con la redazione di Artribune dalla sua fondazione.