Babù è uno youtuber. Da un anno a questa parte carica contenuti video, corredati da titoli clickbait, all’interno dei quali porta avanti deliranti monologhi finalizzati ad offendere altri youtuber, assumendo comportamenti da vero e proprio hater senza peli sulla lingua. Beh, allora cos’ha di così diverso e speciale rispetto ai suoi tanti colleghi? Semplice: Babù è un pupazzo di stoffa. E fa davvero ridere.
Lo stravagante e irriverente fantoccio, accanito rappresentante della “razza pupazza”, è frutto della mente di Lorenzo Badioli (Pesaro, 1991), eclettico graphic designer nonché talentuoso “one man band”. Il progetto Babù su Youtube è infatti interamente concepito da lui, che ne è l’autore unico in ogni aspetto: dalle scenografie alla voce del pupazzo, dalla sceneggiatura alle animazioni, passando per le musiche e il montaggio. Altro elemento caratteristico delle produzioni di Badioli è lo stile narrativo che, affinato nel corso degli anni attraverso il concepimento di spassose filastrocche nonsense, trova nei racconti sconclusionati del personaggio di Babù il pretesto perfetto per proporre un nuovo genere di storytelling: uno stile originale che unisce linguaggi tipicamente infantili e umorismo grottesco, mescolando neologismi, voli pindarici e sottili giochi di parole.
Approcci come quelli di Badioli si distaccano notevolmente dalla solita concezione, alla quale siamo abituati, dei contenuti di Youtube (soprattutto quelli del nostro paese), introducendo un’ironia sopra le righe che rappresenta una ventata di freschezza: lunga vita a Babù!

Valerio Veneruso

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Valerio Veneruso
Esploratore visivo nato a Napoli nel 1984. Si occupa, sia come artista che come curatore indipendente, dell’impatto delle immagini nella società contemporanea e di tutto ciò che è legato alla sperimentazione audiovideo.
Tra le mostre recenti alle quali ha partecipato: Multipli e Unici (Edicola Radetzky, Milano, a cura di REPLICA, 2019), VI Biennale di Incisione e Grafica Contemporanea (Galleria Civica dei Musei di Bassano del Grappa, 2019), Settima edizione del Premio Francesco Fabbri per le Arti Contemporanee (Villa Brandolini, Pieve di Soligo, a cura di Carlo Sala, 2018). 
Tra le principali esperienze curatoriali: le mostre collettive Le conseguenze dell’errore (TRA Treviso Ricerca Arte, 2019) e L’occhio tagliato (Casa Capra, Schio, 2018), il workshop L’occhio tagliato – il potere della manipolazione dell’immagine nell’era contemporanea (Circolo cinematografico The Last Tycoon, Padova, 2016), il ciclo di incontri TorchioTalks – Dialoghi tra arte grafica e arte contemporanea e la relativa esposizione collettiva TorchioFolks, (atelier Palazzo Carminati della Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, 2015/2016). È inoltre fondatore, insieme a Davide Spillari, del progetto editoriale BANANE FANZINE e co-curatore delle prime due edizioni del festival di arti interattive Toolkit Festival (Venezia, 2011 – 2012).
Collabora con Kabul Magazine e NOT. Attualmente vive tra Torino e il web.