Stanley Tucci con Final Portrait muove la macchina da presa nella vita dell’artista Alberto Giacometti. Cuore del film è il processo creativo, con i dubbi, le indecisioni e le imperfezioni che cercano risposta. In sala dall’8 febbraio con Bim Distribuzione, Final Portrait racconta di una amicizia e di un ritratto d’artista. Diciotto giorni racchiusi in circa 90 minuti. Come l’arte si “impossessa” dell’uomo e come l’uomo si serve dell’arte. Alberto Giacometti è raccontato prima dagli occhi del suo amico James Lord e poi da quelli di Tucci, che di arte ne capisce abbastanza e che con il cinema ha trovato la forma migliore di comunicazione. In questa video-intervista, il regista americano ci racconta il suo Alberto Giacometti e la sua passione per il cinema, quello di qualità.

– Margherita Bordino

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Margherita Bordino
Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in giro per il Belpaese tra festival e rassegne cinematografiche o letterarie. Laureata in Letteratura, musica e spettacolo, e Produzione culturale, giornalismo e multimedialità. È giornalista pubblicista e lavora come freelance. Collabora tra gli altri con Cinematographe.it, la Rivista 8 1/2, fa parte della redazione del programma tv Splendor e coordina Cinecittà Luce Video Magazine.