Alcuni progetti di recupero offrono alle stratificazioni del passato la possibilità di diventare materia viva, permettendogli di prendere parte a un ciclo nuovo attraverso la loro nuda identità, seppur sfregiata e compromessa. È questo il caso del poetico intervento, concluso nel 2016 a Barcellona, con cui gli architetti Ricardo Flores ed Eva Prats hanno sottratto un edificio risalente agli anni Venti al rovinoso stato di degrado in cui versava, agendo “senza bandire i suoi fantasmi”. In lizza per il Beazley Designs of the Year Award, per l’ENOR Awards, per il FAD Architecture Prize, nonché per l’ambitissimo Mies van der Rohe 2017 Prize, già vincitore del City of Barcelona Architecture Prize e del Living – Spaces Simon Architecture Prize, il restauro di Sala Beckett – Obrador Internacional de Dramaturgia ha ispirato la produzione video ESCALA 1: 5.
A due mesi dall’anteprima pubblica a Girona, il documentario prodotto da 15-L Film e diretto da Patricia Tamayo e Albert Badia è ora disponibile on demand sul canale Vimeo di The Architecture Player, piattaforma web che promuove la conoscenza dell’architettura attraverso il medium video. Ciascuno dei cinque episodi si focalizza su una peculiarità del progetto di Flores & Prats Architects (Roofs and Walls; Doors and Windows; Pavements; Stairs; Furniture), permettendo agli architetti di descrivere come siano riusciti a “portare le rovine avanti, farle partecipare alla nuova realtà con il loro carattere incompleto di periodi sovrapposti”.
Alle voci del duo si uniscono le testimonianze di Toni Casares, regista di Sala Beckett, Sergi Belbel, drammaturgo ed ex direttore del Teatre Nacional de Catalunya, degli artisti Soraya Smithson e Antoni Miralda e del designer Curro Claret: il risultato è un ritratto corale, utile per ripercorrere la rinascita di Sala Beckett e il rafforzamento dello storico legame tra l’edificio e il quartiere di Sant Martí.

– Valentina Silvestrini

www.architectureplayer.com/clips/escala-1-5

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Valentina Silvestrini
Dal 2016 coordina la sezione architettura di Artribune, piattaforma per la quale scrive da giugno 2012, occupandosi anche della scena culturale fiorentina. Ha studiato architettura all’Università La Sapienza di Roma, città in cui ha conseguito l'abilitazione professionale. Ha intrapreso il percorso professionale in parallelo con gli studi, occupandosi di allestimenti museali, fieristici ed eventi presso studi di architettura e all’ICE - Istituto nazionale per il Commercio Estero fino al 2011. Successivamente ha frequentato il "Corso di alta formazione e specializzazione in museografia" della Scuola Normale Superiore di Pisa e ha curato gli eventi e la comunicazione della FUA - Fondazione Umbra per l’Architettura, a Perugia. I suoi articoli sono stati pubblicati anche su Abitare, abitare.it, domusweb.it, Living, Klat, Icon Design, Grazia Casa, Cosebelle Magazine e Sky Arte. Oltre all'architettura, ama i viaggi e ha una predilezione per l'Asia e il Medio Oriente.