Mediterranean landscapes è un progetto di residenza itinerante che vede la partecipazione di cinque artisti, quattro curatori (tra gruppi e singoli) e tre differenti aree territoriali. Il percorso della residenza ha lambito una geografia minore del Mediterraneo, concentrandosi su aree laterali rispetto ai grandi centri. Le aree della Tuscia e del Tigullio e la città di Lubiana sono stati i tre paesaggi di riferimento per artisti provenienti da Italia, Belgio, Slovenia e Libano.
Perché affrontare il tema del paesaggio Mediterraneo da questa prospettiva? Il progetto fonda le proprie basi sulla convinzione che il paesaggio muti sensibilmente con lo spostamento delle persone, ridefinendosi continuamente con le mutazioni delle lingue e dell’abitare. Uscire dai grandi centri e condurre la ricerca nel cuore degli anfratti più misteriosi della Tuscia o nei bunker del Tigullio, in sostanza, ha rappresentato una sfida inedita per gli artisti, nel tentativo di riflettere sulle tracce delle identità mediterranee presenti in questi contesti.

LA MOSTRA A TIRANA

La mostra conclusiva del progetto si è svolta a Tirana nell’ambito di Mediterranea 18. Young Artists Biennale, all’interno dell’edificio, ormai dismesso, della ex Ambasciata Yugoslava. La mostra risponde a uno spettro ampio di questioni relative al paesaggio mediterraneo: una riflessione sul ruolo rimbolico dei reperti archeologici iracheni distrutti dall’IS nella percezione contemporanea del Mediterraneo (Ryts Monet) alle reti invisibili che mettono in connessione i diversi paesi del bacino mediterraneo (Ieva Saudargaitè) fino alla traduzione come processo linguistico e spaziale che allo stesso momento tradisce un paesaggio di riferimento del linguaggio ma concede spazio a nuove possibilità di senso attraverso il malinteso (Neza Knez). Partendo da una riflessione sullo spazio della visione Giulio Saverio Rossi ha realizzato a punta d’argento un panorama del golfo di Sestri Levante visto dall’interno di un bunker della seconda guerra mondiale, mentre Chloè Despax ha indagato l’ardesia come materiale versatile onnipresente nel paesaggio ligure, concentrandosi su una mappatura sonora degli usi pubblici di questa pietra.

Mediterranean landscapes
ottobre-maggio 2016
www.pelagica.org/open-call-la-ville-ouverte-mediterranean-landscapes

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Marco Trulli
Operatore culturale e curatore. È ideatore e co-curatore di Cantieri d’Arte, piattaforma di arte pubblica cha ha realizzato, negli anni, numerosi progetti site specific nella città di Viterbo. Attualmente cura La Ville Ouverte, programma internazionale di azioni di arti pubbliche promosse da Arci. Dal 2005 è consulente artistico del giardino di scultura contemporanea La Serpara di Paul Wiedmer. Come curatore ha collaborato alla realizzazione di numerosi progetti di carattere internazionale: Disorder, Nottingham 2012; Disorder, Fabbrica del Vapore, Milano, 2012; Mediterranea 16. Young Artists Biennial, Ancona 2013; La sovversione del sensibile, Fabbrica del Vapore, Milano, 2014. È curatore di Librimmaginari, festival di promozione del disegno e dell’illustrazione, promosso da Arci Viterbo; Fuoco project, programma di residenze artistiche, Nettuno (RM). Si interessa della relazione tra arte e spazio pubblico, analizzando i processi sociali e politici che attraversano il contesto urbano in area euromediterranea.