Beck Hansen, universalmente conosciuto come Beck (Los Angeles, 1970) pone da sempre la stessa attenzione che ha nei confronti della produzione musicale anche verso la cura della propria identità visiva. Dalla storica Loser, il cui video fu diretto nel 1994 da Steven Hanft, in poi, Beck ha sempre accompagnato l’uscita dei propri singoli con dei videoclip molto accattivanti, collaborando, tra l’altro, con mostri sacri del settore come Michel Gondry e Spike Jonze.

DALLO SLIME ALLE STORIES

Non fa eccezione Colors (Capitol Records, 2017), la sua tredicesima fatica in studio, che porta avanti questa lunga tradizione con una serie di video molto particolare. La fonte di ispirazione di questi gioielli visivi è sicuramente il mondo del web: se il video di Wow, il primo singolo estratto, ha previsto il coinvolgimento di animatori 3D (delle celebrity sui social) e Colors strizza l’occhio al fenomeno di Youtube degli oddly satysfying videos, anche Fix me, di cui vi proponiamo la visione, segue simili dinamiche. Il video in questione è infatti interpretato dalla giovanissima Mame, star giapponese di Instagram il cui account conta circa 260.000 follower, e i dai suoi tre barboncini giganti: Riku, Gaku e Qoo.
Diretti da Brook Linder, già regista di autori come Grimes e Nine Inch Nails, i quattro protagonisti mettono in scena brevi siparietti domestici simili alle stories di Instagram, ricchi di un buon livello empatico. A proposito di empatia: la presenza di questi atipici attori non è del tutto fine a se stessa: il video si avvale infatti della partnership con l’associazione animalista americana ASPCA (The American Society for the Prevention of Cruelty to Animals) che lo stesso Beck ha sostenuto dando il via a una raccolta fondi rivolta soprattutto ai suoi fan.

– Valerio Veneruso

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Valerio Veneruso
Esploratore visivo nato a Napoli nel 1984. Si occupa, sia come artista che come curatore indipendente, dell’impatto delle immagini nella società contemporanea e di tutto ciò che è legato alla sperimentazione audiovideo. Tra le mostre recenti: la personale RUBEDODOOM – Per tutti e per nessuno (Metodo Milano, Milano, a cura di Maurizio Bongiovanni, 2020) e le collettive, Existance Resistence (mostra virtuale su Instagram a cura di Giovanna Maroccolo e Patrick Lopez Jaimes, 2022), The Struggle is Real (Green Cube Gallery e Fondazione Spara, a cura di Clusterduck, 2021), Rifting (a cura di Federico Poni e Federica Mirabella per la quinta edizione di The Wrong Biennale, 2021), ISIT.exhi#001 (Spazio In Situ, Roma, a cura di ISIT Magazine, 2021), e Art Layers (progetto espositivo su Instagram curato da Valentina Tanni per il decennale di Artribune). Tra le principali esperienze curatoriali: lo screening video Melting Bo(un)d(ar)ies (Cappella di Santa Maria dei Carcerati, Palazzo Re Enzo, Bologna, 2022), il progetto di newsletter mensile IMMAGINARIA – Un altro mondo (per l’arte è possibile (commissionato dall’Associazione culturale di arte contemporanea TRA – Treviso Ricerca Arte, 2020/2021), le mostre collettive Le conseguenze dell’errore (TRA Treviso Ricerca Arte, 2019), e L’occhio tagliato (Casa Capra, Schio, 2018) e il ciclo di incontri TorchioTalks – Dialoghi tra arte grafica e arte contemporanea e la relativa esposizione collettiva TorchioFolks (atelier Palazzo Carminati della Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, 2015/2016). È inoltre fondatore, insieme a Davide Spillari, del progetto editoriale BANANE FANZINE e co-curatore delle prime due edizioni del festival di arti interattive Toolkit Festival (Venezia, 2011 – 2012).
Ha collaborato con diverse realtà editoriali come Kabul Magazine e NOT. Attualmente vive tra Torino e il web.