Bruce Nauman (1941) è un mito vivente. La sua influenza sul corso della storia dell’arte è stata profondissima e i giovani artisti che si rifanno al suo insegnamento non si contano. Nonostante questo, la sua ricerca non si è mai calcificata in una formula unica e immutabile, declinandosi in forme sempre differenti: dalla performance al video, dalla scultura all’installazione, dalla fotografia al disegno. Questo lungo percorso viene efficacemente riassunto nel video prodotto dalla Tate di Londra per la serie TateShots, costruito attorno alle dichiarazioni di voci autorevoli come quella del critico Peter Plagens, della direttrice della Tate Modern Frances Morris e dell’amica Meredith Monk, anche lei artista e compositrice. Il ritratto che ne risulta è quello di un artista solitario e poliedrico, sempre alla ricerca di nuove forme espressive, incuriosito dal funzionamento del linguaggio e capace di improvvise incursioni nel mondo dell’ironia e della comicità.

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AutoreBruce Nauman
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Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020). Collabora con la redazione di Artribune dalla sua fondazione.