Bruce Nauman (1941) è un mito vivente. La sua influenza sul corso della storia dell’arte è stata profondissima e i giovani artisti che si rifanno al suo insegnamento non si contano. Nonostante questo, la sua ricerca non si è mai calcificata in una formula unica e immutabile, declinandosi in forme sempre differenti: dalla performance al video, dalla scultura all’installazione, dalla fotografia al disegno. Questo lungo percorso viene efficacemente riassunto nel video prodotto dalla Tate di Londra per la serie TateShots, costruito attorno alle dichiarazioni di voci autorevoli come quella del critico Peter Plagens, della direttrice della Tate Modern Frances Morris e dell’amica Meredith Monk, anche lei artista e compositrice. Il ritratto che ne risulta è quello di un artista solitario e poliedrico, sempre alla ricerca di nuove forme espressive, incuriosito dal funzionamento del linguaggio e capace di improvvise incursioni nel mondo dell’ironia e della comicità.

Dati correlati
AutoreBruce Nauman
Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016, Lubiana 2017). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Attualmente insegna Digital Art al Politecnico di Milano. Dal 2011 collabora con Artribune.