WifiTapestry è un’opera che reagisce alla presenza delle onde wi-fi che si trovano nelle sue vicinanze. Il progetto, ideato dall’olandese Richard Vijgen, si pone l’obiettivo di rendere percepibili tutte quelle attività invisibili che avvengono sotto forma di radio frequenze: i segnali mandati in continuazione da cellulari, computer, tablet, stampanti e altri device.
Per ottenere l’effetto, l’installazione usa un controller che “ascolta” il traffico su 13 canali diversi dello spettro del wifi che è 2.4GHz. Ogni volta che un segnale viene captato, il controller manda un impulso a un sistema che scalda il tessuto e lo fa muovere, come se fosse vivo. “Come su una Sacra Sindone”, scrive l’artista, “flussi di dati che si muovono nello spazio appaiono come tracce visibili come se provenissero da un’altra dimensione, e poi gradualmente scompaiono”.

www.wifitapestry.com

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Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020). Collabora con la redazione di Artribune dalla sua fondazione.