WifiTapestry è un’opera che reagisce alla presenza delle onde wi-fi che si trovano nelle sue vicinanze. Il progetto, ideato dall’olandese Richard Vijgen, si pone l’obiettivo di rendere percepibili tutte quelle attività invisibili che avvengono sotto forma di radio frequenze: i segnali mandati in continuazione da cellulari, computer, tablet, stampanti e altri device.
Per ottenere l’effetto, l’installazione usa un controller che “ascolta” il traffico su 13 canali diversi dello spettro del wifi che è 2.4GHz. Ogni volta che un segnale viene captato, il controller manda un impulso a un sistema che scalda il tessuto e lo fa muovere, come se fosse vivo. “Come su una Sacra Sindone”, scrive l’artista, “flussi di dati che si muovono nello spazio appaiono come tracce visibili come se provenissero da un’altra dimensione, e poi gradualmente scompaiono”.

www.wifitapestry.com

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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016, Lubiana 2017). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Attualmente insegna Digital Art al Politecnico di Milano. Dal 2011 collabora con Artribune.