Perché limitare il movimento degli utenti di una piazza a una serie di posizioni standard, quando si può tentare di rinnovare lo spazio pubblico con sistemi multifunzionali e intuitivi capaci di migliorare l’esperienza del vivere all’aperto? Per il primo intervento architettonico su scala urbana firmato Nendo, il prolifico studio fondato nel 2002 dall’architetto Oki Sato, si è lasciato guidare da due suggestioni legate al contesto di inserimento, ovvero la cittadina giapponese di Tenri, nella prefettura di Nara. Da una parte le antiche tombe giapponesi dislocate nei suoi dintorni, note con il nome di “cofun”, e dall’altra il paesaggio circostante, raccolto nell’abbraccio delle montagne.
Il piano sviluppato da Nendo modella lo spazio disponibile – circa 6000 mq – attraverso bianchissime strutture a base circolare, formate dalla sovrapposizione di dischi in calcestruzzo prefabbricato assemblati in loco. Diverse l’una dall’altra per diametro e funzione, sono unificate dall’impostazione su diversi livelli: di volta in volta, tali elementi acquisiscono l’aspetto di panche, scale e recinti (al cui interno i bambini possono giocare alla larga dai pericoli), grandi piani d’appoggio, palchi per spettacoli dal vivo.
Concepito per stimolare il senso di appartenenza della comunità locale e offrire un nuovo luogo di ritrovo adatto a tutte le età, grazie alla caffetteria, ad alcuni negozi, all’info point, al parco giochi, al teatro en plein air e al noleggio di biciclette, l’intervento è in grado di soddisfare anche le esigenze dei visitatori occasionali, specie quelli in arrivo dall’adiacente stazione ferroviaria.
Corredato da arredi progettati sempre da Nendo, CoFuFun raccoglie nel nome – ottenibile anche combinando la sillaba “co”, desunta dalle parole “cooperazione” e “comunità”, con “fun”, ovvero divertimento – la propria vocazione: incoraggiare all’interazione e alla convivialità, lasciando gli utenti liberi di esplorare lo spazio pubblico. Per dirlo con una parola della lingua giapponese, la rinnovata piazza aspira ad accogliere un’atmosfera intrisa di “Fufun”, una sorta di “ronzio felice e inconscio”, evocato anche nella denominazione.

– Valentina Silvestrini

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AutoreOki Sato Nendo
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Valentina Silvestrini
Dal 2016 coordina la sezione architettura di Artribune, piattaforma per la quale scrive da giugno 2012, occupandosi anche della scena culturale fiorentina. Ha studiato architettura all’Università La Sapienza di Roma, città in cui ha conseguito l'abilitazione professionale. Ha intrapreso il percorso professionale in parallelo con gli studi, occupandosi di allestimenti museali, fieristici ed eventi presso studi di architettura e all’ICE - Istituto nazionale per il Commercio Estero fino al 2011. Successivamente ha frequentato il "Corso di alta formazione e specializzazione in museografia" della Scuola Normale Superiore di Pisa e ha curato gli eventi e la comunicazione della FUA - Fondazione Umbra per l’Architettura, a Perugia. I suoi articoli sono stati pubblicati anche su Abitare, abitare.it, domusweb.it, Living, Klat, Icon Design, Grazia Casa, Cosebelle Magazine e Sky Arte. Oltre all'architettura, ama i viaggi e ha una predilezione per l'Asia e il Medio Oriente.