Il nostro ospite ha qualcosa di inusuale?”, chiede uno dei concorrenti della trasmissione televisiva What’s My Line (1957) dopo aver ascoltato le risposte del misterioso personaggio del giorno. E sicuramente qualcosa di inusuale ce l’aveva, trattandosi di Salvador Dalì in persona. Il pittore spagnolo, che durante la sua carriera è apparso più volte in televisione in programmi e spot pubblicitari, in questo caso doveva rispondere soltanto si oppure no a una serie di domande poste dai concorrenti che, bendati, cercavano di usare queste informazioni per identificarlo.
Dalì però decide di mescolare un po’ le carte in tavola, dichiarandosi per esempio ferrato nello sport e definendosi un performer e anche uno scrittore. Molte delle sue affermazioni, in parte veritiere ma senz’altro fuorvianti ai fini del gioco, costringono il presentatore John Charles Daly a intervenire più volte per chiarire i dubbi. Il pubblico, intanto, partecipa divertito alla buffa performance dell’artista surrealista, che viene definito da una delle concorrenti “the mis-leading man”.

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AutoreSalvador Dalì
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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016, Lubiana 2017). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Attualmente insegna Digital Art al Politecnico di Milano. Dal 2011 collabora con Artribune.