David Lynch (Missoula, 1946) non ha mai fatto segreto del suo amore per l’arte, e per la pittura in particolare. Si cimenta da anni in prima persona con tela e pennelli, ma soprattutto riempie le sue opere cinematografiche di riferimenti ai grandi protagonisti della storia dell’arte. Tra i suoi amori ci sono Francis Bacon, la pittura surrealista e il realismo magico di Edward Hopper.
In questo filmato, pubblicato nei giorni scorsi dal sito VoorDeFilm, una piattaforma che realizza video-saggi, mashup e filmtalk, vediamo fianco a fianco le opere e alcune delle scene emblematiche che testimoniano queste influenze: da Eraserhead a Blue Velvet, passando per The Elephant Man. Infine, l’attenzione si sposta sull’ultima produzione lynchiana, il sequel di Twin Peaks, in onda in questo momento sui piccoli schermi di tutto il mondo. “Il dipinto, la fotografia o il film restano sempre gli stessi, ma è lo spettatore la parte magica del processo” commenta Lynch in un’intervista rilasciata nel 2012 durante Paris Photo, “è una specie di circolo che va dalla foto all’occhio di chi guarda e poi di nuovo alla foto, creando uno strano dialogo interiore”.

Dati correlati
AutoreDavid Lynch
Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020). Collabora con la redazione di Artribune dalla sua fondazione.