Uno strumento musicale pensato per provocare ansia, paura e disagio. Si chiama Apprehension Engine e nasce da un’idea del compositore Mark Korven, che ha commissionato la realizzazione al suo amico liutaio Tony Duggan-Smith. Il musicista canadese, specializzato in musiche per il cinema e in particolare per i film horror, ha deciso di tentare questa strada dopo aver utilizzato per anni dei suoni campionati, che però facevano assomigliare le sue colonne sonore a quelle di tutti gli altri. Duggan-Smith ha costruito per lui uno strano congegno fatto di corde, barre di metallo, molle, righelli e quant’altro: uno strumento insolito nato da una lunga ricerca sui suoni “inquietanti”.
Non è musica nel senso tradizionale del termine”, commenta Korven in questa intervista video, “ma l’Apprehension Engine di sicuro provoca delle emozioni, quindi io la chiamo musica”.

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Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020). Collabora con la redazione di Artribune dalla sua fondazione.