Cara visitatrice / Caro visitatore, permettimi di darti del tu.” Comincia così la lettera che Reverie consegna ai visitatori arrivati alla Fondazione Mudima di Milano per assistere alla sua performance. Una missiva in cui invita chiunque a interagire, stimolandolo a fotografare, registrare, scrivere appunti. In una sola parola a documentare ciò che sta vivendo e a spingerlo a pubblicare il suo materiale on line, usando l’hashtag #tempozeroreverie oppure a inviarglielo all’indirizzo email [email protected]. Tutto ciò che i visitatori le manderanno diventerà parte dell’opera finale.
Ma chi è Reverie e perché “tempo zero”? Vi sarà capitato di incontrare a una mostra una ragazza dal corpo filiforme, sempre in compagnia di una rosa, dall’innata eleganza che si confronta con le opere esposte. Lo fa in maniera quasi morbosa, ma con vero attaccamento, con passione, con una non celata reverenza. Dopo numerose performance in cui era presa da una specie di sindrome di Stendhal, usando sempre outfit diversi e coreografie ad hoc, Reverie si mette in gioco in prima persona. Parte dal tempo zero per mettersi a nudo e diventare lei l’artista, la protagonista della performance, anche se si svolge all’interno di una mostra, in questo caso di Alessandro Verdi. Qui ci chiede di diventarne parte e di documentarne lo svolgimento. “Quello che farò è imponderabile, momentaneo, immanente e imminente. Niente di premeditato: sarai tu involontariamente a portarmi ad agire”.
Qui un estratto video di documentazione della performance, girato da Chiara D’Ambros e pubblicato in esclusiva da Artribune.

– Daniele Perra

Evento correlato
Nome eventoReverie - Tempo zero
Vernissage23/05/2017 ore 11
Duratadal 23/05/2017 al 25/05/2017
Autore Reverie
Genereperformance - happening
Spazio espositivoFONDAZIONE MUDIMA
IndirizzoVia Alessandro Tadino 26 - Milano - Lombardia
Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Daniele Perra
Daniele Perra è giornalista, critico, curatore e consulente strategico per la comunicazione. Collabora con "ICON DESIGN", “GQ Italia”, “ULISSE, "SOLAR" ed è docente allo IED di Milano. È stato fondatore e condirettore di “unFLOP paper” e collaboratore di numerose testate tra cui “ArtReview” “Mousse”, "Harper's Bazaar art America Latina". È stato consulente strategico per la comunicazione della Fondazione Modena Arti Visive, Direttore Comunicazione del Centro Pecci di Prato, Strategic Advisor for Media and Communication alla Malmö Konsthall e Direttore della Comunicazione della Fondazione Thyssen-Bornemisza Art Contemporary. Ha fatto parte del team di selezionatori per alcuni premi tra cui il Premio FURLA e The Sovereign European Art Prize. Ha scritto testi per cataloghi e curato mostre tra cui: Shahryar Nashat in collaborazione con il Centro Pecci, Cantieri Culturali ex-Macelli, Prato (2003); Hans Schabus and the Very Pleasure (Laboratori del Teatro alla Scala di Milano, 2006). Ha pubblicato il volume "Impatto Digitale. Dall’immagine elaborata all’immagine partecipata: il computer nell’arte contemporanea", Baskerville, Bologna. Ha tenuto lecture alla NABA e un corso di Fenomenologia dell’arte contemporanea alla Scuola Politecnica di Design di Milano. È stato caporedattore di “tema celeste” (1999-2007), caporedattore di “KULT” (2007-2010), ha collaborato dal 2000 al 2006 a “Il Sole24ORE” (Domenicale) e all'inserto cultura Saturno de “Il Fatto Quotidiano” e ha collaborato con Artribune come editorialista e consulente.