Casey Curran è un artista americano che lavora a Seattle. Le sue sculture, costruite con materiali semplici come legno, piume, fili e lamine di ferro e ottone, nascondono complicati meccanismi che simulano la vita. Le sue piante si muovono, oscillano e germogliano davanti agli occhi dello spettatore grazie a meccanismi manuali (la classica manovella) oppure motorizzati.
In questo video vediamo in azione una delle sue opere più affascinanti, Bequeath these Seeds, realizzata nel 2016 per la biennale del Bellevue Arts Museum. Commenta l’artista intervistato dal magazine In the Make: “Il tipo di interazione che propongo è un prodotto dell’odio che ho per l’effetto ‘magia’ che emana dalle opere che usano i computer. Io faccio del mio meglio per eliminare qualsiasi senso di magia dalle mie opere. Voglio che lo spettatore veda ogni leva, ogni carrucola, e tutte le piccole interazioni tra i pezzi del lavoro. Non voglio che perda troppo tempo a chiedersi: ‘come ha fatto a farlo’?

– Valentina Tanni

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020). Collabora con la redazione di Artribune dalla sua fondazione.