La 57esima edizione della Biennale Arte di Venezia, l’evento artistico più atteso e amato del mondo, aprirà le porte al pubblico il prossimo 13 maggio sotto la direzione della curatrice francese Christine Macel. Anche quest’anno, come da tradizione, l’intero mondo dell’arte si ritroverà in laguna per fare il punto sulla situazione culturale e creativa, utilizzando questa platea come luogo di visibilità, discussione e scambio.
Ma la Biennale, durante la sua lunga storia, che ci riporta indietro fino alla fondazione nel 1895, è stata spesso protagonista di eventi politici e sociali, superando di gran lunga il semplice ruolo di sede espositiva. In questo video, prodotto da Artsy in collaborazione con USB e diretto da Oscar Boyson, si ripercorre in pochi minuti oltre un secolo, spiegando l’essenza di questo evento attraverso un efficace montaggio di immagini, filmati d’epoca e interviste ai protagonisti.

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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016, Lubiana 2017). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Attualmente insegna Digital Art al Politecnico di Milano. Dal 2011 collabora con Artribune.

2 COMMENTS

  1. Forse sarebbe più divertente capire cosa sarebbe la Biennale senza Venezia…

    IL posto è unico al mondo.

    Di Biennali oramai ce ne sono decine, tutte sempre più simili, la scelta di Venezia di mantenere la cifra identitaria delle diverse nazioni l’ha resa unica.

    Ora tanti che volevano questa distruzione oggi dicono che è la scelta più giusta, aveva iniziato quel Harald Szeemann, noto paladino del capitalismo americano a distruggere il Padiglione Italia, per fortuna non l’hanno seguito ..

  2. I cambiamenti e le rivoluzioni non si fanno dentro le istituzioni, la biennale può essere solo il luogo dove si registrano a tempo dovuto gli eventi che segnano il percorso dell’arte, solo in questo modo la biennale è un punto di riferimento unico e irrununciabile per l’umanità. Tendenza che invece oggi e negli ultimi anni sembra sempre di più invertirsi proponendosi invece come luogo dove si creano e si anticipano le possibili linee guida dell’arte contemporanea.

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