Tagliare un albero è come uccidere un uomo”. È con questa affermazione che Phillippe Echaroux ha deciso di presentare il suo nuovo suggestivo progetto, ambientato nella foresta amazzonica. L’artista francese, che non è nuovo ad operazioni socialmente impegnate, ha scelto di affrontare il delicato tema della deforestazione realizzando un’opera dedicata alle popolazioni che vengono messe in pericolo da questo problema. E decidendo anche di coinvolgerle nel processo. I componenti della tribù Surui hanno infatti posato per una serie di scatti che l’artista ha poi proiettato, in dimensioni monumentali, sugli alberi della foresta, per poi rifotografarli.
Il progetto, che si chiama Street Art 2.0, è pensato come un’evoluzione dell’arte di strada, in versione ecologica e tecnologica. Il risultato è una serie di ritratti dal forte impatto emotivo, che ben raccontano il rapporto viscerale di queste popolazioni con l’ambiente naturale che li ospita.

– Valentina Tanni

 

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Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020). Collabora con la redazione di Artribune dalla sua fondazione.