Un lavoro che mescola arte e vita, realtà e invenzione, documentario e fiction. Si chiama Where is Rocky II ed è il primo lungometraggio diretto da Pierre Bismuth (Neuilly-sur-Seine, 1963), artista e filmmaker francese noto al grande pubblico per aver scritto, insieme a Michel Gondry e Charlie Kaufmann, la sceneggiatura del film premio Oscar The Eternal Sunshine of a Spotless Mind (Se mi lasci ti cancello, 2004).
Il punto di partenza della storia è un’opera dell’artista americano Ed Ruscha, vista da Bismuth in un vecchio documentario della BBC oltre dieci anni fa e poi divenuta la sua ossessione. Rocky II, una grande roccia finta in resina, sarebbe stata piazzata da qualche parte nel deserto del Mojave, in California, alla fine degli Anni Settanta e poi completamente dimenticata. Non viene citata da nessun catalogo ufficiale delle opere di Ruscha; galleristi e curatori non ne sanno niente; non esiste documentazione di alcun genere. Bismuth decide così di chiedere all’autore e lo raggiunge a una conferenza stampa, dove pone il quesito a bruciapelo: “dov’è Rocky II?”. Ruscha, un po’ spiazzato, conferma l’esistenza del lavoro, ma si rifiuta di fornire informazioni sulla sua collocazione. Ma Bismuth non si dà per vinto, e comincia a girare il suo film. Per realizzarlo, ingaggia un investigatore privato, Michael Scott, due sceneggiatori, D.V. DeVincentis e Anthony Peckham, e segue le loro vicende, mostrando come la ricerca della verità e la costruzione della finzione seguano spesso sentieri paralleli o addirittura incrociati.
Il film verrà presentato domani sera, 16 novembre 2016, in anteprima italiana nell’ambito della nona edizione de Lo Schermo dell’arte Film Festival di Firenze, alla presenza del regista.

– Valentina Tanni

 

 

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Valentina Tanni è storica dell'arte, curatrice e docente. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba. Nuova Accademia di Belle Arti di Roma. La sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e nuove tecnologie, con particolare attenzione alle culture del web. Nel 2001 ha fondato Random Magazine, uno dei primi magazine online dedicati alla Net Art, ed è tra i membri fondatori delle riviste d’arte contemporanea Exibart e Artribune. Ha curato numerose mostre in musei e gallerie, tra cui “Netizens”, “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati”, “Maps and Legends. When Photography Met the Web”, “Eternal September” e “Stop an Go. The Art of Animated Gifs”. È stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” e ha lavorato come docente per numerose istituzioni pubbliche e private (Università di Roma La Sapienza, LUISS, Istituto Europeo di Design, Fondazione Moderna Arti Visive).