Come cambia l’esperienza del museo e della galleria nell’epoca degli smartphone? C’è ancora differenza tra la fruizione diretta e quella mediata? E in che modo queste due dimensioni interagiscono tra loro? Sono alcune delle domande che si pone il documentario #Artoffline di Manuel Correa, che verrà presentato in Italia durante il Festival Lo Schermo dell’Arte, previsto a Firenze dal 16 al 20 novembre. L’artista colombiano, fondatore della società di produzione cinematografica Collective Art Atelier Bolombolo, cerca di fornire risposte convincenti con l’aiuto di colleghi artisti, galleristi, direttori di museo, antropologi e teorici di varie discipline, tra cui Andy Sylvester, Mohammad Salemy, Jan Wallace, Julieta Aranda, Antonia Hirsch, Clint Burnham e Wade Davis. Il risultato è un interessante saggio sulla nostra epoca iperconnessa, che offre non poche chiavi di lettura per interpretare il nostro rapporto con l’arte e analizzare la nascita di un nuovo tipo di pubblico, che fruisce la cultura utilizzando strumenti tecnologici, sia online che offline. Resta centrale, naturalmente, il tema benjaminiano della riproduzione dell’opera d’arte, che assume oggi, nell’epoca dello scatto continuo, contorni vertiginosi e inediti.

– Valentina Tanni

www.schermodellarte.org

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Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020). Collabora con la redazione di Artribune dalla sua fondazione.