Presentato in Italia lo scorso maggio in occasione del Future Film Festival, Miss Hokusai (2015) non ha ancora trovato un canale di distribuzione nel nostro paese. Sta girando però i cinema di tutto il mondo (in questi giorni esce negli States) suscitando reazioni molto positive.
La pellicola, tratta dal manga Sarusuberi di Hinako Sugiura e diretto da Keiichi Hara, racconta la storia di Katsushika O-Ei, artista vissuta a Edo (la moderna Tokyo) nella prima metà dell’Ottocento e figlia di uno dei maestri più noti dell’arte giapponese: Katsushika Hokusai (1760 – 1849). La ragazza, che lavora diligentemente nello studio del padre e produce molti lavori che vengono venduti a suo nome, è affascinata e allo stesso tempo soggiogata dall’ingombrate figura di Hokusai. Condivide con lui la casa, il lavoro e persino le sue inusuali abitudini: “Non cuciniamo e non puliamo; quando la casa diventa troppo sporca, traslochiamo”, racconta sprezzante a sua madre, che da tempo si è trasferita altrove, “ci bastano due pennelli e quattro bacchette per cavarcela ovunque”.

– Valentina Tanni

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Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020). Collabora con la redazione di Artribune dalla sua fondazione.