Soprammobili, statue, tele, colori, modellini, ritagli, pupazzi, abiti. Lo studio di Tony Oursler (New York City, 1957) è tutto il contrario di quello che ci si aspetterebbe da un videoartista. C’è una telecamera, certo, ma tutto il resto è rigorosamente “artigianale”: dal make up, alla realizzazione dei modelli e delle sculture che si trasformano poi in piani di proiezione. E naturalmente anche la tavola con il foro ovale, l’oggetto di culto dentro cui l’artista americano e i suoi tanti collaboratori (tra cui spiccano anche nomi illustri come Kim Gordon e David Bowie) infilano la testa per farsi riprendere. Una volta terminate le riprese, i volti vengono deformati e decontestualizzati, andando ad animare sculture, pareti, alberi e oggetti di vario genere, e dando vita a quelle bizzarre video-creature che hanno reso Oursler conosciuto in tutto il mondo. In questo filmato, girato dal San Francisco Museum of Modern Art, l’artista americano ci guida in un breve ma intenso tour nel suo atelier nel Lower East Side di Manhattan.

– Valentina Tanni

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Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020). Collabora con la redazione di Artribune dalla sua fondazione.