Banksy, lo street artist più conosciuto del mondo, è il protagonista assente di una nuova pellicola. Il documentario Saving Banksy racconta infatti la storia di Brian Grief, artista e curatore, e dei suoi sforzi per preservare una delle opere del misterioso artista inglese, salvandola sia dalla distruzione che dall’assalto del collezionismo privato. Nonostante abbia ricevuto offerte vicine al milione di dollari, infatti, Grief si rifiuta di vendere l’opera, staccata dal muro del Red Victorian Hotel di San Francisco, e vorrebbe invece donarla a un museo, in modo che resti accessibile a tutti. Ma le cose non sono affatto semplici, e anche regalare il lavoro sembra un’impresa impossibile.
Attraverso una serie di interviste a famosi street artist, come Ben Eine, Risk, Revok, Niels Mueman, Blek Le Rat e Anthony Lister, il documentario diretto da Colin Day cerca di rispondere alla domanda: “Cosa faresti se possedessi un dipinto da un milione di dollari che l’artista non vuole vendere?

– Valentina Tanni

 

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Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020). Collabora con la redazione di Artribune dalla sua fondazione.