Ventuno droni, del tipo quadricottero, per una tenebrosa, pacifica, esibizione audio-visuale alle pendici del Monte Fuji. A renderli visibili sono dei LED luminosi, installati nella sagoma della struttura a dodecaedro che circoscrive ogni singola “macchina” volante. L’interconnessione sincronica d’insieme è fornita da un decoder molto speciale, sigla DMX512, dispositivo verso cui converge, per poi diramarsi, il complesso sistema informatico finalizzato alle funzioni dinamiche.
Il video Sky Magic consiste in una documentazione dell’evento live, girato con la direzione di Shu Shinkawa allo scopo di rendere fruibile al meglio il progetto originale, creato da Tsuyoshi Takashiro in collaborazione con un team di specialisti.
Il film della performance comincia con un countdown corale, poco più che sussurrato, al termine del quale la squadriglia di droni si solleva dal suolo emettendo un ronzio pervasivo, molto simile a quello di uno sciame d’insetti. Un incipit con palese riferimento simbolico, ma neppure privo di ironia, al significato della stessa parola drone, che in inglese indica il fuco, maschio delle api domestiche, innocuo in quanto privo di pungiglione. Raggiunta la quota ideale, è il suono prodotto dalle chitarre giapponesi a dare impulso da terra alla danza dei droni. Acrobatici, multicolor, surreali, come in un classico di fantascienza.

– Franco Veremondi

 

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Franco Veremondi
Nato a Perugia, residente a Roma; da alcuni anni vive prevalentemente a Vienna. Ha studiato giurisprudenza, quindi filosofia con indirizzo estetico e ha poi conseguito un perfezionamento in Teoretica (filosofia del tempo) presso l’Università Roma Tre. È giornalista pubblicista dal 1994 occupandosi di arti visive, di architettura e di estetica dei nuovi media. Nell’ambito delle arti ha svolto periodicamente attività curatoriale e didattica. Collabora con quotidiani e riviste di area europea.