Versi poetici che viaggiano nell’etere e atterrano sui vostri dispositivi elettronici; computer, tablet e telefoni cellulari. Il progetto Hotspot Poet, del media artist russo ::vtol:: (al secolo Dmitry Mozorov) usa le reti wireless per una funzione assolutamente inaspettata: veicolare brani di letteratura. L’opera consiste in quattro micro-device dotati di antenna che si camuffano da reti wi-fi e vengono così visualizzati nella lista delle reti disponibili quando si cerca una connessione internet senza fili. Il nome che compare nell’elenco, tuttavia, cambia ogni dieci secondi, prendendo a prestito i versi di grandi poeti come Petrarca, Goethe, Basho e Pasternak. Un’idea semplice ma molto efficace, che in piena tradizione hacker, spinge una determinata tecnologia a performare un’azione per la quale non era stata progettata.

L’opera così occupa uno spazio che non le dovrebbe competere, si intrufola abusivamente e senza preavviso nella nostra vita quotidiana, portando l’arte (sotto forma di poesia), direttamente nelle nostre mani, mentre siamo impegnati in attività quotidiane come prendere i mezzi pubblici o sorseggiare un caffè al bar.
Il progetto è stato presentato per la prima volta durante l’evento Yami-Ichi market del Polytech Fest, festival di arte, scienza e tecnologia svoltosi a Mosca il 21 e 22 maggio 2016.

– Valentina Tanni

www.vtol.cc

 

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Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020). Collabora con la redazione di Artribune dalla sua fondazione.