Gli addetti alla scenografia svolgono un ruolo poco noto ma fondamentale all’interno della produzione cinematografica. Scelgono le location, costruiscono le ambientazioni, assemblano sfondi, sistemano oggetti e dettagli. Questo perché i personaggi possono essere fortemente influenzati – persino cambiati di segno – dal setting all’interno del quale si muovono. Spesso anche quadri, sculture e installazioni entrano a far parte delle scenografie, e quasi sempre in maniera non casuale. Le opere d’arte possono intonarsi allo stato d’animo dei protagonisti, oppure simboleggiare la classe sociale, la condizione economica, la vanità oppure semplicemente darci degli indizi sull’epoca in cui la scena è ambientata.
In questo breve video-saggio, realizzato dall’attrice e videomaker Candice Drouet per il sito web Fandor.com, vediamo un montaggio serrato di pellicole in cui i dipinti fanno da co-protagonisti. Si tratta a volte di quadri molto famosi, come la Guernica di Picasso in Children of Men (2006) e Le Ninfee di Monet in Titanic (1997) ma anche di dipinti anonimi, che però rivestono un ruolo importante per lo svolgimento della storia, come accade per i ritratti animali che prendono vita in Amélie (2001). Tantissime le comparse illustri: da Dürer a Longo, passando per Rothko, Magritte e Katz. Partite con noi alla scoperta delle opere e delle simbologie nascoste…

– Valentina Tanni

www.fandor.com

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Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020). Collabora con la redazione di Artribune dalla sua fondazione.