Pedocìn è una spiaggia comunale vicino Trieste, un luogo sospeso nel tempo dove ancora uomini e donne sono divisi. Con L’ultima spiaggia Thanos Anastopoulos e Davive del Degan hanno documentato la vita di questa striscia di ciottoli sul mare lungo un intero anno, facendo un affresco della comunità che anima uno spazio così singolare in una terra di confine. I due registi hanno osservato i comportamenti umani come entomologi e alla fine le persone quasi non hanno più fatto caso alla loro presenza.
Nelle giornate al sole tiepido del nord s’incontrano i vecchietti per sfamare i gatti, chiacchierare, prendere la tintarella, semplicemente per passare il tempo. Un tempo riempito di pensieri, a volte tetri e altri allegri, di canzoni dimenticate oppure dell’ultima hit americana. Mentre si mangia un panino portato da casa e si beve un bicchiere di vino, il gatto si alliscia la coda, si parla di vita e di morte, di chi se n’è andato e non tornerà più. E quando si cerca di definirsi e cercare la propria identità diventa chiaro che lo schermo è uno specchio e descrive chi lo osserva, le sue paure, gioie e frustrazioni, i suoi desideri, speranze e ideali. Nella vecchietta truccata, che una volta Pirandello avrebbe descritto nel suo saggio sull’umorismo, c’è una forza e un amore per la vita che superano lo strazio per la finitezza umana. Nel suo sculettare, ballando nel bagliore caldo del crepuscolo, tutta la poesia dolorosa dell’esistenza. Non è chiaro quanto volontario sia stato il risultato ottenuto, ma è certo che l’ospitalità per questo film a Cannes è molto meritata, limitata alle proiezioni speciali forse perché si tratta di una pellicola talmente fuori dagli schemi da non rientrare in nessuna classificazione di genere. I registi si sono intrattenuti con noi nel salotto dell’Italian Pavilion per raccontarci l’idea dietro al documentario.

– Federica Polidoro

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Federica Polidoro
Federica Polidoro si laurea in Studi Teorici Storici e Critici sul Cinema e gli Audiovisivi all'Università Roma Tre. Ha diretto per tre anni il Roma Tre Film Festival al Teatro Palladium, selezionando opere provenienti da quattro continenti, coinvolgendo Istituti di Cultura come quello Giapponese e soggiornando a New York per la ricerca di giovani talent sia nel circuito off, che nell'ambito dello studentato NYU Tisch, SVA e NYFA. Ha girato alcuni brevi film di finzione, premiati in festival e concorsi nazionali. Ha firmato la regia di spot, sigle e film di montaggio per festival, mostre, canali televisivi privati e circuiti indipendenti. Sta lavorando ad un videoprogetto editoriale per la casa editrice koreana Chobang. È giornalista pubblicista e negli anni ha collaborato con quotidiani nazionali, magazine e web media come Il Tempo, Inside Art e Il Faro. Ha seguito da corrispondente i principali eventi cinematografici dell'agenda internazionale tra cui Cannes, Venezia, Toronto, Taormina e Roma e i maggiori avvenimenti relativi all'arte contemporanea della Capitale. Attualmente insegna Tecniche di Montaggio all'Accademia di Belle Arti.