Con la nuova mostra allestita al Guggenheim di Venezia, il curatore Luca Massimo Barbero propone una rilettura del prolifico decennio artistico che va dall’inizio alla fine degli Anni ’60. Anche la sperimentazione sembra risentire del boom economico del Paese con ricchezza ed eterogeneità di linguaggio: IMAGINE. Nuove immagini nell’arte italiana 1960-1969 è un viaggio attraverso le soluzioni espressive che gli artisti svilupparono in quel periodo. L’esposizione tenta un superamento dei confini teorici dei singoli movimenti e delle singole correnti, indagando invece le contaminazioni fra loro e la tendente proteiformità formale e stilistica. Durante i dieci anni presi in esame vengono poste le basi della consacrazione internazionale dell’arte italiana, che a sua volta subisce l’influenza dell’apertura oltre i confini nazionali. L’allestimento prevede una sintesi della ricerca artistica di questi anni secondo spazi tematici che permettono alle opere di dialogare e al pubblico di confrontare somiglianze e differenze. Somiglianze e differenze inedite, mai esaminate prima.

Il percorso parte dalla vitalità artistica di Roma, rappresentata dai monocromi di Schifano, Mauri e Lo Savio nella sezione della“cancellazione e schermatura della realtà”. Segue a questi un “assolo” di Schifano dedicato alla “metafisica del quotidiano” nelle sale successive. Si lascia poi spazio al rapporto stretto che s’instaura in questo periodo tra immagine e fotografia, con l’esempio di Rotella a troneggiare su tutti. Il fertile momento storico, su cui la mostra si concentra, segna anche l’inizio della nuova sperimentazione concettuale, che delinea i primi tratti destinati a definire le avanguardie degli anni successivi. In occasione della mostra, l’11 e 12 maggio sarà presentata al Teatrino di Palazzo Grassi, Venezia, la rassegna If Arte Povera was Pop, a ingresso gratuito fino ad esaurimento posti. Il ciclo di film, già proiettato nell’ottobre 2015 presso la Tate Modern di Londra, è curato da Tate Film con la Collaborazione del Centro Sperimentale di Cinematografia/Cineteca Nazionale.

– Federica Polidoro

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Federica Polidoro
Federica Polidoro si laurea in Studi Teorici Storici e Critici sul Cinema e gli Audiovisivi all'Università Roma Tre. Ha diretto per tre anni il Roma Tre Film Festival al Teatro Palladium, selezionando opere provenienti da quattro continenti, coinvolgendo Istituti di Cultura come quello Giapponese e soggiornando a New York per la ricerca di giovani talent sia nel circuito off, che nell'ambito dello studentato NYU Tisch, SVA e NYFA. Ha girato alcuni brevi film di finzione, premiati in festival e concorsi nazionali. Ha firmato la regia di spot, sigle e film di montaggio per festival, mostre, canali televisivi privati e circuiti indipendenti. Sta lavorando ad un videoprogetto editoriale per la casa editrice koreana Chobang. È giornalista pubblicista e negli anni ha collaborato con quotidiani nazionali, magazine e web media come Il Tempo, Inside Art e Il Faro. Ha seguito da corrispondente i principali eventi cinematografici dell'agenda internazionale tra cui Cannes, Venezia, Toronto, Taormina e Roma e i maggiori avvenimenti relativi all'arte contemporanea della Capitale. Attualmente insegna Tecniche di Montaggio all'Accademia di Belle Arti.