Un modello, un rivestimento in gesso, poi la cera, poi ancora gesso e infine il forno e il bronzo. Sono tanti i passaggi che servono per realizzare una scultura con la tecnica della “cera persa”, ma il procedimento consente di realizzare agevolmente opere di grandi dimensioni, anche in un pezzo unico. Conosciuta sin dall’antichità (l’opera più famosa realizzata con questo sistema sono i Bronzi di Riace), è caduta in disuso nel Medioevo, per poi tornare in auge in epoca Rinascimentale con scultori come Lorenzo Ghiberti.

Il sistema, affascinante e ingegnoso, viene oggi spiegato da un bel video didattico divulgato dall’Israeli Museum di Gerusalemme, dove è in corso la mostra Hadrian: An Emperor Cast in Bronze (Adriano, un imperatore scolpito nel bronzo): tre ritratti bronzei di Adriano per la prima volta fianco a fianco, a simboleggiare il ritorno del grande Imperatore a Gerusalemme. Nel video, realizzato da Renana Aldor e Kobi Vogmancon, un mix di riprese e animazione 2D e 3D, la tecnica è spiegata in modo semplice e divertente: un esempio efficace di didattica applicata all’arte, sempre più diffusa nei musei di tutto il mondo.

– Valentina Tanni

www.imj.org.il

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Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020). Collabora con la redazione di Artribune dalla sua fondazione.