Un modello, un rivestimento in gesso, poi la cera, poi ancora gesso e infine il forno e il bronzo. Sono tanti i passaggi che servono per realizzare una scultura con la tecnica della “cera persa”, ma il procedimento consente di realizzare agevolmente opere di grandi dimensioni, anche in un pezzo unico. Conosciuta sin dall’antichità (l’opera più famosa realizzata con questo sistema sono i Bronzi di Riace), è caduta in disuso nel Medioevo, per poi tornare in auge in epoca Rinascimentale con scultori come Lorenzo Ghiberti.

Il sistema, affascinante e ingegnoso, viene oggi spiegato da un bel video didattico divulgato dall’Israeli Museum di Gerusalemme, dove è in corso la mostra Hadrian: An Emperor Cast in Bronze (Adriano, un imperatore scolpito nel bronzo): tre ritratti bronzei di Adriano per la prima volta fianco a fianco, a simboleggiare il ritorno del grande Imperatore a Gerusalemme. Nel video, realizzato da Renana Aldor e Kobi Vogmancon, un mix di riprese e animazione 2D e 3D, la tecnica è spiegata in modo semplice e divertente: un esempio efficace di didattica applicata all’arte, sempre più diffusa nei musei di tutto il mondo.

– Valentina Tanni

www.imj.org.il

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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016, Lubiana 2017). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Attualmente insegna Digital Art al Politecnico di Milano. Dal 2011 collabora con Artribune.

1 COMMENT

  1. Le sculture si fanno con le mani poi tutto il resto lo deve fare l’artigiano o operai io non posso mica fondermi le mani per fare una fusione in bronzo cosa pericolosissima specia se il metallo si espande e scoppietta

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