Un tema importante, decisivo. Il tema di tutti i tempi, probabilmente. Intorno a cui sono germinate esperienze letterarie, battaglie civili, insurrezioni popolari, e ancora film, opere d’arte, infinite scritture e tessiture. La libertà, fine ultimo e vocazione originaria, spesso negata e disconosciuta, resta in cerca di logiche e di governi, di ambizioni e di frontiere nuove. E si complica, nella storia, la consapevolezza della propria condizione, tra schiavitù sociali e libertà personali in via di ridefinizione, mentre cambiano i codici, le costituzioni, le forme etiche e le sensibilità comuni. Con le scienze – quella umane, fiorite in piena modernità – a fornire sempre chiavi di lettura.
Da qui nasce “Gradi di libertà”, mostra che unisce arte contemporanea, sguardo sociale e riflessione scientifica, su impulso della Fondazione Golinelli e in collaborazione con il MAMbo di Bologna. Il progetto lo firmano Cristiana PerrellaGiovanni Carrada, con la collaborazione di Gilberto Corbellini, e gli artisti selezionati sono: Halil Altindere, Vanessa Beecroft, Cao Fei, Igor Grubić, Susan Hiller, Tehching Hsieh, Dr. Lakra, Ryan McGinley, Pietro Ruffo, Bob and Roberta Smith, Ryan Trecartin, Nasan Tur.

Quattro pillole video, dedicate ad alcuni dei nomi in mostra, mostrano opere e spazi, raccogliendo testimonianze dirette. Partiamo con  Igor Grubić, artista croato, che nel presentare il suo lavoro e nel descrivere il suo impatto con la storia di Bologna, spiega: “È sempre il momento giusto per un gesto creativo in uno spazio pubblico, perché attraverso il gioco creativo possiamo entrare in contatto con noi stessi più facilmente. E così ci liberiamo anche dal pregiudizio e proviamo empatia per il prossimo”.
L’importanza del gesto offerto alla spazio della comunità sta qua: nella possibilità d’essere con gli altri e per gli altri, assottigliando le distanze e spingendo in profondità la lettura di sé e quella del mondo intorno, quasi a sovrapporle, a creare risonanze. E nell’indagine dei margini e  dei nodi, che identificano il concetto e l’esperienza della libertà, anche (e soprattutto) l’arte pubblica rivendica un suo ruolo, una voce autorevole e non ordinaria.

Helga Marsala

Gradi di libertà
fino al 22 novembre 2015
MAMBo – Via Don Giovanni Minzoni 14, Bologna
www.artescienzaeconoscenza.it
www.mambo-bologna.org

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma, dove è anche responsabile dell'ufficio comunicazione. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali. Dal 2018 lavora come Consulente per la Cultura del Presidente della Regione Siciliana e dell'Assessore dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana.