Il 18 giugno di cinquant’anni fa si spegneva Giorgio Morandi. Poeta indiscusso del paesaggio e della natura morta, l’artista bolognese trasferì nel pennello una sensibilità tutta speciale per l’immagine, per il reale, per i rapporti armonici tra le geometrie, i toni, i volumi; cogliendo, con un movimento malinconico dell’anima, il peso specifico dei soggetti più inessenziali, la loro presenza fisica, la loro aurea ontologica ed esistenziale. Una pittura, la sua, che ebbe radici nella tradizione italiana e che pure seppe indicare una strada propria, personalissima: prima di tutto una vicenda intima, vissuta tra l’isolamento, la meditazione e l’affetto per una famiglia-nido da cui non decise mai di staccarsi.

E proprio nella casa di campagna di Grizzana, in cui Morandi trascorreva le sue estati insieme alla madre e le sorelle – oggi trasformata in una casa-museo – la rassegna “Grizzana ricorda Morandi”, a cura di Eleonora Frattarolo, celebra il ricordo del maestro bolognese, con una serie di appuntamenti in programma dall’11 luglio al 30 ottobre prossimi. Tra gli questi anche la premiére di Modus Morandi, short film inedito dello scrittore, autore e regista RAI Filippo Porcelli. Attesa per il 12 luglio, l’opera cuce insieme materiali rari di repertorio e spezzoni di girato originali, provando a intercettare la visione in soggettiva del pittore, il suo sguardo sui luoghi, le persone, gli oggetti, il paesaggio. Un film che è un viaggio nella memoria, sulle tracce di quell’empatia segreta, quel sentimento intenso e cristallino delle cose, quel risuonare silenzioso con le forme del mondo, che definì l’arte e la vita di Morandi. Oltre l’idea dell’immagine come semplice rappresentazione.

Giorgio Morandi, Paesaggio, 1927, olio su tela, 61,5 x 47 cm, Roma, Camera dei Deputati
Giorgio Morandi, Paesaggio, 1927, olio su tela, 61,5 x 47 cm, Roma, Camera dei Deputati

Morì, Giorgio Morandi, il 18 giugno del 1964, nell’appartamento di famiglia di Via Fondazza, a Bologna, lo stesso dove era cresciuto. Morì nella stanza in cui aveva sempre dormito e lavorato, arrendendosi a una lunga malattia. Accanto a lui le inseparabili sorelle Anna, Dina e Maria Teresa. Furono loro a raccontare di come, prima di spirare, continuasse a tracciare per aria, con un dito, quelle forme che aveva dipinto per tutta la vita, ossessivamente. Cose qualunque, pervase di grazia, sospese l’effimero e l’infinito. Barattoli, bottiglie, case, arbusti, fiori, caraffe, distese di cielo. Cantilene umanissime, bagnate da una luce spirituale.

Helga Marsala

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Helga Marsala
Helga Marsala è critica d'arte, giornalista, editorialista culturale e curatrice. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma, dove è stata anche responsabile dell'ufficio comunicazione. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatorice dell’Archivio S.A.C.S (Sportello Artisti Contemporanei Siciliani) presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali. Dal 2018 al 2020 ha lavorato come Consulente per la Cultura del Presidente della Regione Siciliana e dell'Assessore dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana.