L’originale dura 24 ore e vanta il record del mondo di lunghezza per un video: lo hanno ideato Clément Durou e Pierre Dupaquier, meglio noti come We are from L.A., per poi  caricarlo su un sito 2.0, con tutti gli optional per guardare, condividere, commentare e seguire l’evoluzione, ora dopo ora, dell’incredibile loop. Il video, composto da oltre 360 filmati assemblati, altro non è che un’interpretazione visiva del brano di Pharrell Williams, Happy: esperimento pensato come un’interminabile sessione di danza in giro per Los Angeles, con un’esercito di cittadini filmati mentre sgambettano tra i vicoli, le strade e le piazze, al ritmo contagioso del pezzo.

Iscriviti a Incanti. Il settimanale di Artribune sul mercato dell'arte

 
 

Uno di quei pezzi che ti entrano in testa e non ne escono più, già saccheggiato da radio, cinema e pubblicità, arrivato anche tra i candidati all’Oscar nella categoria “Best music (original song)” per il film Despicable Me. Un delizioso tormentone, che la voce soul del pluripremiato Williams e il coinvolgente sound funk-pop hanno reso memorabile.
Al punto da creare una specie di mania collettiva su scala planetaria. E’ infatti successo che sulla scorta di quel primo video danzereccio, centinaia di altri video concepiti con la stessa formula – ma decisamente più brevi! – sono spuntati in questi giorni da un capo all’altro del mondo.

Tutto molto semplice a assolutamente divertente: il centro di una città, una quantità di compici e di comparse, una telecamera, un bravo film maker, il brano di Pharrell Williams e il gioco è fatto. Persino la grafica è identica, con quel giallo che fa tanto smiling e il font nero sparato sopra. Dall’America alla Russia, dall’India al Giappone, i video virali impazzano, come una galoppante febbre popolare.

E all’appello non poteva mancare, naturalmente, anche l’Italia. Stanno infatti proliferando i video di Happy from Palermo, Napoli, Milano, Roma, Bologna, Firenze, Torino… E sono tutti bellissimi. Scanzonati remake, per delle insolite promenade tra i centri storici del Paese, con una carrellata di monumenti, scorci, paesaggi che tolgono il fiato. Un’occasione per passare in rassegna il meglio delle nostre città, popolate da gente allegra: chi passeggia, chi sorride, chi lavora. E soprattutto chi balla: per strada, davanti alla telecamera, sulle note di un’irresistibile groove.

Helga Marsala

www.24hoursofhappy.com

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Helga Marsala
Helga Marsala è critica d’arte, giornalista, editorialista culturale e curatrice. Insegna all’Accademia di Belle Arti di Palermo e di Roma (dove è stata anche responsabile dell’ufficio comunicazione). Collaboratrice da vent’anni anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo, fino al 2010, come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la testata culturale Artribune, dove ancora oggi lavora come editorialista, collaborando col team di direzione e operando come curatrice e project manager nel nuovo comparto aziendale Artribune Produzioni. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica, politica, costume, comunicazione, attualità e linguaggi creativi contemporanei. Presso Riso Museo d’Arte contemporanea della Sicilia è stata curatrice dell’Archivio S.A.C.S (Sportello Artisti Contemporanei Siciliani) e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti, prevalentemente presso spazi pubblici italiani, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali. È stata membro di commissioni e giurie per premi/residenze d’ambito nazionale, riservati ad artisti. Dal 2018 al 2020 ha lavorato come Consulente per la Cultura del Presidente della Regione Siciliana e dell’Assessore dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana.