Nome bizzarro e impronunciabile, che è un omaggio affettuoso alle proprie radici familiari. Un nome che ha portato decisamente fortuna a Jack McCollough e Lazaro Hernandez, giovani stilisti incontratisi alla Parson’s School of Design, nel lontano 1998, e oggi tra le coppie più cool e più apprezzate del fashion system internazionale. Unendo i cognomi da nubili delle rispettive madri, Jack e Lazaro nel 2002 hanno tirato fuori un marchio che avrebbe conquistato, nel giro di pochi anni, una sfilza di riconoscimenti e di commissioni importanti: premiati con il Perry Ellis Award 2003 per i nuovi talenti, con il Vogue Fashion Fund award nel 2004, con il Womenswear Designer of the Year nel 2007 e con l’Accessory Designer of the Year Award nel 2009, Proenza Schouler hanno vestito celebrità come Gwyneth Paltrow, Chloe Sevigny, Julianne Moore, Charlize Theron, arrivando a vendere il 45% delle loro azioni a Valentino Fashion Group.

Il segreto di tanto successo? Innanzitutto l’armonia. Essere in due, ma pensare come una mente sola. Sinergici, affiatati, complementari, concentratissimi nella sfida comune: lavorare per ricercare l’alchimia giusta e la giusta combinazione tra riferimenti molteplici e differenti, continuando a mescolare, spingere, sperimentare, fino al punto da arrivare all’intuizione esatta. Una visione nuova, una sintesi sorprendente. E poi, la cifra riconoscibile del marchio: unire tecnologia e artigianalità, sapienza sartoriale e perfezione digitale. Per ottenere prodotti d’alta moda assolutamente d’eccellenza e radicalmente innovativi.

E il mondo dell’hi-tech non è, per loro, soltanto un supporto nel processo creativo e produttivo, ma anche ispirazione iconografica: esempio azzeccato è la collezione “Tumblr”, realizzata mixando una pioggia di immagini raccattate in rete, completamente incongruenti tra loro, fino a farne un armonico frullato pop, incrediblmente efficace.
I due fashion designer, che avevano già affidato ai registi David Sims ed Eddie the Wheel la realizzazione di un fashion film cucito addosso alla collezione Tumblr, tornano a scegliere il video per promuovere il loro progetto: Proenza Schouler si raccontano in questo mini documentario, pensato come un autoritrtto accattivante e sincero. Prodotto e diretto, con maestria, da un altro strepitoso duo: quello composto da Harry Israelson and Harry Schleiff. In arte, The Harrys.

Helga Marsala

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Helga Marsala
Helga Marsala è critica d’arte, giornalista, editorialista culturale e curatrice. Insegna all’Accademia di Belle Arti di Palermo e di Roma (dove è stata anche responsabile dell’ufficio comunicazione). Collaboratrice da vent’anni anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo, fino al 2010, come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la testata culturale Artribune, dove ancora oggi lavora come editorialista, collaborando col team di direzione e operando come curatrice e project manager nel nuovo comparto aziendale Artribune Produzioni. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica, politica, costume, comunicazione, attualità e linguaggi creativi contemporanei. Presso Riso Museo d’Arte contemporanea della Sicilia è stata curatrice dell’Archivio S.A.C.S (Sportello Artisti Contemporanei Siciliani) e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti, prevalentemente presso spazi pubblici italiani, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali. È stata membro di commissioni e giurie per premi/residenze d’ambito nazionale, riservati ad artisti. Dal 2018 al 2020 ha lavorato come Consulente per la Cultura del Presidente della Regione Siciliana e dell’Assessore dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana.